Dopo diversi rinvii delle ultime settimane il Consiglio dei ministri varerà oggi il decreto che trasformerà in legge le principali misure del programma del governo giallo-verde, cioè reddito di cittadinanza e quota 100. Il Cdm dovrebbe partire alle 18. In mattinata si è tenuto invece il pre-vertice a tre tra il premier Giuseppe Conte, e i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, per sciogliere gli ultimi nodi. Alla riunione eranopresenti anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria, i sottosegretari Laura Castelli e Massimo Garavaglia, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. "Il testo è pronto: tutto bene, tutto in ordine. Tutti i nodi sono stati risolti", ha riferito al termine il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon.

Si è discusso soprattutto di statali e tfr, invalidi e Anpal. Fonti di governo hanno riferito all'Ansa che il testo sarebbe in via di perfezionamento in queste ore, e che il tfr sarà quasi interamente erogato immediatamente a chi va in pensione: "Questo sarà possibile grazie a un accordo tra Stato e le banche senza alcun onere a carico del lavoratore. La parte residuale sarà erogata secondo le norme previste dalla legge", hanno spiegato. I ritardi sono stati determinati finora dalla ricerca delle coperture disponibili, su cui è attenta a valutare la Ragioneria generale dello Stato.

"Non ci sono sorprese. Il sito per il reddito di cittadinanza parte a marzo e da fine aprile lo eroghiamo", ha affermato il vicepremier Luigi Di Maio al termine del vertice notturno del M5S. Ieri sera il presidente del Consiglio Conte aveva anticipato su Facebook la tabella di marcia della giornata politica di oggi: "Innanzitutto avremo un consiglio dei ministri importantissimo. Approveremo il decreto che contiene i due provvedimenti chiave di questo governo: il reddito di cittadinanza e quota 100, misure che molti italiani aspettano da tempo e che finalmente diventeranno leggi dello Stato".

In un'intervista al quotidiano ‘La Stampa', il capo del governo ha assicurato: "Abbiamo previsto il carcere fino a 6 anni per chi fornisce dati falsi o continua a lavorare in nero. Mi sembra una pena sufficiente a scoraggiare qualsiasi furbetto". Per quanto riguarda invece il braccio di ferro nel governo sulla Torino-Lione il presidente del Consiglio ha detto che è "prematuro" parlare di manovre aggiuntive e sulla Tav fa sapere che una decisione non c'è ancora, e "un compromesso o un progetto alternativo al momento non è sul tavolo".