Chissà cosa ne pensa il premio Nobel per la Pace Barack Obama dei 147 morti civili causati da Droni statunitensi nella "guerra al terrorismo" in Pakistan. E chissà se nell'"esportare la democrazia" erano stati messi in conto 94 corpi di bambini senza vita, umiliati dal lancio di una bomba da un aereo telecomandato da migliaia di chilometri di distanza. I dati sono stati forniti da Bureau of Investigative, sito di giornalismo investigativo da anni specializzato nel monitoraggio delle "secret war" Usa in Pakistan, Somalia e Yemen. Guerre fatte coi droni, senza l'ausilio di truppe di terra e dunque praticamente senza rischi per i militari a stelle e strisce. Ebbene, The Bureau Of Investigative Journalism è entrato in possesso di documenti segreti che smentiscono l'affermazione delle autorità Usa, che hanno sempre raccontato all'opinione pubblica che le vittime civili in Pakistan erano estremamente rare. Il documento – di dodici pagine e classificato da tre diverse fonti pakistane – conferma che il conto di vittime civili è invece altissimo.

I numeri parlano chiaro. Dal 13 gennaio 2006 al 24 ottobre 2009 i droni hanno provocato in totale 746 vittime, dei quali 147 sono stati confermati come civili. Di questi ultimi 94 sono bambini. A livello statistico, vuol dire che una vittima su cinque degli attacchi Usa non era un combattente, e che il 12% del totale era addirittura un minorenne. I numeri non sono stati né confermati né smentiti dall'amministrazione Obama. Il presidente e la Cia, infatti, non sono tenuti a rivelare i dettagli di una guerra considerata "segreta". Il direttore della Cia John Brennan, considerato la "mente" del programma dei droni, ha detto: "Autorizziamo attacchi solo se abbiamo un altissimo grado di sicurezza e siamo sicuri che innocenti o bambini non rimarranno coinvolti, se non in rarissimi casi". Come spiegato il rapporto si riferisce ad un periodo di 4 anni e non contiene dati dopo l'ottobre del 2009, quindi la stima di vittime civili è destinata ad essere molto superiore. La "guerra segreta" in pakistan infatti è ancora in corso.