Per il ministro degli Interni Marco Minniti il calo degli sbarchi è una buona notizia. Ma questo potrebbe essere vero solo in parte, se ci trovassimo davanti a una sistematica violazione dei diritti umani. La precisazione è d'obbligo, e a sottolinearla è Riccardo Magi, segretario dei Radicali Italiani e deputato di +Europa.

"Nei lanci di agenzia sulla visita di oggi del ministro Minniti in Libia si parla tra l'altro della presenza a Tripoli della nave della Marina militare italiana Caprera con il compito di "aiutare i libici a interfacciarsi con la centrale operativa della Guardia Costiera a Roma che coordina le operazioni di ricerca soccorso nel Mediterraneo centrale" e si ricordano i dati del Viminale relativi agli sbarchi in Italia dalla Libia nel 2018, dai quali emerge un calo di oltre l'80 per cento rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. Alla luce di questo, chiediamo al ministro Minniti – e intendiamo farlo anche con un’interrogazione parlamentare – di fornire anche il dato complessivo delle persone intercettate dalla guardia costiera libica e ricondotte in Libia e di indicare dove si trovino adesso. E di fornire inoltre il numero dei corpi recuperati in mare dai libici in questi primi mesi del 2018. Dati che il Viminale non dovrebbe avere difficoltà a reperire proprio in virtù della presenza e dell’attività di monitoraggio della nave Caprera".

Magi chiede in sostanza che venga fatta chiarezza, alla luce anche di un'intervista video, trasmessa al Tg1, in occasione della visita di Minniti a Tripoli, in cui il comandante della Guardia costiera libica Abujella Abdul-Bari dichiara: "Potete controllare, a bordo non troverete armi, non le portiamo. E poi noi non picchiamo i migranti sono povera gente, hanno bisogno di aiuto". Ma un video, trovato in rete tramite una semplice ricerca su google, secondo Magi racconta una realtà differente. Sulla sua pagina Facebook il deputato ha pubblicato le immagini andate in onda sul Tg1, montate insieme ad altre divulgate dalle Ong, in cui compare Abujella Abdul-Bari a bordo della motovedetta con in pugno una pistola puntata verso un barcone carico di migranti. Nei servizi trasmessi dai media stranieri si vedono chiaramente uomini della guardia costiera libica imbracciare kalashnikov, e inveire contro i migranti.

I fatti riportati dal Tg1 insomma potrebbero essere veri solo a metà: "Il principale telegiornale del servizio pubblico italiano ha riportato a oltre 5 milioni di telespettatori la voce senza contraddittorio del comandante della guardia costiera libica, mentre solca il Mediterraneo ‘a bordo di una delle quattro motovedette arrivate dall'Italia'Tutto ciò è gravemente lesivo del diritto dei cittadini a essere correttamente informati – accusa Magi  per questo sottoporremo la questione alla commissione parlamentare di Vigilanza non appena si sarà costituita. Nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa è importante ribadire con forza che l'informazione gioca un ruolo fondamentale anche nel fare luce su ciò che accade in Libia e nel Mediterraneo, dove le violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani rischiano di coinvolgere anche il nostro Paese". 

Magi aveva già presentato un'interrogazione parlamentare depositata il 10 aprile, per chiedere che fine avessero fatto i migranti recuperati dalla guardia costiera libica e riportati indietro, dopo il salvataggio dello scorso 15 marzo, per escludere che, dopo la condanna ricevuta dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, il nostro Paese fosse ancora coinvolto nei respingimenti illegali.