Vuoi diventare cittadino britannico? Impara la storia dei Beatles
È in vendita da oggi il manuale "Life in the UK", indispensabile per superare il test necessario per ottenere la cittadinanza britannica. Si tratta in poche parole delle nozioni necessarie al superamento della nuova versione del test che entrerà in vigore a marzo e che costituisce una precondizione necessaria (e non sufficiente, ovviamente) all'ottenimento della cittadinanza britannica. Un test che ogni anno viene effettuato da circa 150mila persone e consiste in un questionario con 24 domande a risposta multipla per rispondere alle quali i candidati hanno 45 minuti di tempo.
Come recita il claim sul sito questo è "the only book you will need to buy to prepare for the test") e include tutti gli aggiornamenti al test di cittadinanza apportati dalla commissione incaricata dal ministro dell'interno, la conservatrice Theresa May. Si tratta di una revisione che, come anticipano i quotidiani britannici, sembra incentrata sui personaggi che hanno fatto la storia del Regno, più che sugli aspetti politico – culturali del sistema britannico (contemplati invece dalla riforma laburista). In particolare, spiccano le domande sugli "eroi" inglesi, in campo sportivo (con i trionfatori alle Olimpiadi del 2012), musicale (non mancano i riferimenti ai Beatles), culturale (con autori come Shakespeare ed Elliott) e finanche cinematografico – televisivo. Insomma, dalla guerra delle due Rose alle imprese della RAF, da Winston Churchill alla Regina Elisabetta, da Stonehenge alle Olimpiadi, da Florence Nightingale ai Beatles, dai Monty Python a Rudyard Kipling, da Oliver Cromwell fino a Jessica Ennis: conoscere la storia (e gli eroi) per diventare cittadini britannici.
Una inversione di tendenza che non è piaciuta a tutti, anzi. Perché se il ministro dell'Immigrazione Mark Harper sottolinea come : "Abbiamo omesso le informazioni banali sui contatori d'acqua, su come trovare orari dei treni, e sull'uso di Internet"; dalla parte opposta si fa notare come l'integrazione si basi più che sulla condivisione di miti e sulla conoscenza della storia, sull'accettazione di modelli sociali e comportamentali, sull'accrescimento reciproco più che sull'apprendimento coatto di nozioni storiche.