Tensione di nuovo altissima in Venezuela dopo l’appello alla “rivolta militare” che il leader dell'opposizione, Juan Guaidò, ha lanciato alla nazione in un appello-video nel quale appare in una base aerea a Caracas circondato da soldati armati e affiancato dall'attivista Leopoldo Lopez. "È iniziata la fine dell'usurpazione. Mi trovo con le principali unità militari delle nostre forze armate per dare inizio alla fase finale dell'Operazione Libertà", ha poi annunciato Guaidò in una serie di tweet invitando il popolo a una grande manifestazione di protesta contro Nicolas Maduro per il 1° maggio. In questo momento chiediamo ai dipendenti pubblici di ricostruire la sovranità. Oggi coraggiosi soldati patriottici, valenti uomini attaccati alla Costituzione hanno risposto alla nostra convocazione. Ci siamo definitivamente ritrovati per le strade. Li invito ad attivarsi immediatamente. Oggi le Forze Armate sono dalla parte del popolo, dalla parte della Costituzione", dice nel suo appello.

Liberato l'attivista Lopez

Sempre su Twitter Guaidò appare in alcune foto con l'attivista Leopoldo Lopez, che afferma di essere stato "liberato dai militari" (nel 2014 era stato condannato a 13 anni e 9 mesi di carcere, ma dal 2017 gli sono stati concessi i domiciliari). Lo storico oppositore di Maduro si è presentato, nella base militare de La Carlota, da cui Guaidò ha fatto l'appello alla rivolta militare. "È ora di conquistare la libertà. Forza e Fede", scrive il leader di Voluntad Popular.

La replica del governo: "È un golpe"

 "Informiamo il popolo del Venezuela che in questo momento stiamo affrontando e neutralizzando un ridotto gruppo di militari traditori che hanno occupato il Distributore Altamira (il principale accesso alla città) per promuovere un colpo di Stato contro la Costituzione e la pace della Repubblica", ha replicato il ministro dell'Informazione di Nicolas Maduro, Jorge Rodriguez. "A questo tentativo si è unita l'ultradestra golpista e assassina, che ha annunciato il suo piano violento da mesi. Chiamiamo il popolo alla massima allerta".

Blindati dell’esercito sui dimostranti a Caracas

Blindati dell'esercito hanno investito i dimostranti antigovernativi a Caracas: è quanto si vede nelle immagini diffuse dalla Bbc. Uno dei blindati spara con il cannone ad acqua, circondato dalla folla, poi avanza, investendo almeno una persona. Un altro blindato ha fatto la stessa cosa poco distante. Gli scontri si stanno svolgendo nei pressi della base militare di La Carlota.

 

Decine di feriti negli scontri

Almeno 37 persone sarebbero rimaste ferite e in 11 sono stati arrestati. È il primo parziale bilancio della rivolta antigovernativa cominciata oggi prima dell'alba davanti alla base aerea di La Carlota. Il Centro sanitario “Salud Chacao” ha scritto su Twitter che “l'attività repressiva delle manifestazioni” in corso nella capitale ha per il momento un bilancio di 37 feriti. L'ong “Foro Penal” ha comunicato da parte sua di aver appreso dell'arresto almeno undici persone. Infine il ministro della Difesa e capo delle Forza armata nazionale bolivariana (Fanb), Vladrimiro Padrino Lopez, ha denunciato “la violenta aggressione subita dal colonnello Yerzon Jimenez Baez, ferito da un proiettile al collo sull'autostrada Francisco Fajardo. L'ufficiale è stato portato in ospedale ed ora in sala operatoria”.