Stanziare risorse per contrastare le conseguenze della pandemia ed effettuare una rapida ed efficace campagna vaccinale diffusa. Questa la doppia strada evidenziata dalla Commissione europea per il contrasto al coronavirus: ne ha parlato anche la presidente Ursula von der Leyen che, se da una parte ha citato l’Italia – insieme a Danimarca e Polonia – come esempio positivo per come sta portando avanti il suo piano di immunizzazione, dall'altra ha fatto autocritica evidenziando il "troppo ottimismo" sul piano di immunizzazione. “Siamo arrivati in ritardo con le autorizzazioni, siamo stati troppo ottimisti sulla produzione di massa, e forse siamo stati un pò troppo sicuri sul fatto che le quantità ordinate sarebbero state consegnate in tempo utile. Dovremmo chiederci perché è successo e quali insegnamenti trarne” ha detto durante la pleanaria dell’Eurocamera, durante cui ha accolto con entusiasmo l’approvazione del Recovery fund da parte del Parlamento europeo, e ha insistito sulla volontà di raggiungere “l’obiettivo di immunizzare il 70%” della popolazione europea “entro l’estate”.

La campagna di vaccinazione in Europa ha preso velocità. Da dicembre sono state consegnate 22 milioni di dosi di vaccini, ma non siamo dove vorremmo essere. Lavoreremo a  fondo in modo da raggiungere nostro obiettivo, cioè vaccinare il 70% della popolazione in Europa entro l'estate (già ne sono state vaccinate 60 milioni) " illustra la presidente della Commissione europea. Poi elenca: "In  Polonia il 94% degli operatori sanitari e l'80% degli ospiti delle case di cura sono stati vaccinati; in Danimarca per le case di riposo siamo al 93%; in Italia oltre il 5% della popolazione è stato vaccinato".

Non solo il problema delle autorizzazioni. C’è anche quello legato alla scarsità degli ingredienti per la produzione dei vaccini. In tal senso la von der Leyen ha sollecitato ad “aumentare la capacità di ricerca e la produzione, rafforzando anche la collaborazione pubblico-privato”. Oltre alle varianti del virus, ha detto, “dobbiamo affrontare una seconda sfida. Uno dei rallentamenti nella produzione riguarda alcune molecole sintetiche. Se avessimo 250 grammi in più di queste molecole, le aziende dicono che potrebbero produrre un milione di dosi in più. Per questo è necessario un maggiore coordinamento nella fornitura degli ingredienti fondamentali. Dobbiamo aumentare la capacità di ricerca e la produzione e rafforzare la collaborazione pubblico-privato”.