Crisi in Venezuela dopo l'attacco USA

USA, doppio sequestro di petroliere: fermata nave russa nell’Atlantico e venezuelana nei Caraibi

Gli USA hanno sequestrato due petroliere legate ai traffici di petrolio sanzionato: una con bandiera russa nell’Atlantico e una collegata al Venezuela nei Caraibi, alzando la tensione geopolitica.
A cura di Davide Falcioni
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Gli Stati Uniti hanno effettuato nel giro di poche ore due sequestri distinti ma politicamente intrecciati nel cuore delle rotte energetiche globali: una petroliera battente bandiera russa nell’Atlantico del Nord e una seconda nave appartenente alla cosiddetta "flotta fantasma" legata al Venezuela nei Caraibi.

Il caso più delicato riguarda la Marinera, ex Bella 1, fermata in acque dell’Atlantico settentrionale dopo un inseguimento durato oltre due settimane. La nave, formalmente registrata in Russia, è stata intercettata e abbordata dalla guardia costiera statunitense sulla base di un mandato di un tribunale federale. Secondo fonti americane, l’operazione si è svolta senza resistenza da parte dell’equipaggio, ma il contesto è stato tutt’altro che ordinario.

Il sequestro della nave russa
Il sequestro della nave russa

Mosca, infatti, avrebbe schierato un sottomarino per scortare la petroliera, trasformando il sequestro in un potenziale punto di frizione militare tra Stati Uniti e Russia. Nelle ore precedenti l’abbordaggio, l’area era stata sorvolata da velivoli di sorveglianza statunitensi e britannici, specializzati anche nella caccia ai sommergibili. Un dispiegamento che restituisce la misura della posta in gioco.

La Marinera è considerata parte della rete informale di navi utilizzate per trasportare greggio per conto di Russia, Iran e Venezuela, aggirando le sanzioni internazionali. Inserita nella lista nera americana nel 2024, la petroliera avrebbe dovuto caricare petrolio venezuelano prima di cambiare improvvisamente rotta e dirigersi verso l’Europa con un percorso anomalo, lontano dalle rotte commerciali tradizionali. Al momento del sequestro, secondo le prime informazioni, la nave sarebbe stata vuota.

Quasi in parallelo, la guardia costiera statunitense ha annunciato un secondo intervento nei Caraibi: l’intercettazione della M Sophia, un’altra petroliera collegata ai traffici venezuelani e anch’essa sottoposta a sanzioni. L’operazione, condotta prima dell’alba, rientra nel rafforzamento del blocco navale deciso da Washington contro il petrolio di Caracas, considerato una delle principali fonti di finanziamento dello stato venezuelano.

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Il doppio sequestro arriva in un momento politicamente sensibile. Da un lato, i rapporti tra Stati Uniti e Russia sono già sotto pressione per la guerra in Ucraina e per i negoziati, ancora fragili, su un possibile cessate il fuoco. Dall’altro, Washington ha intensificato l’offensiva contro il Venezuela, culminata nei giorni scorsi con la cattura del presidente Nicolás Maduro, alleato storico del Cremlino.

Secondo analisti marittimi, la reazione russa nel caso della Marinera segnala la volontà di Mosca di difendere non solo una singola petroliera, ma l’intero sistema di trasporti energetici paralleli su cui fa sempre più affidamento.

Per Washington, invece, il messaggio è altrettanto chiaro: il blocco contro il petrolio sanzionato non ha confini geografici. Dall’Atlantico del Nord ai Caraibi, gli Stati Uniti sembrano pronti a intervenire ovunque ritengano che le sanzioni vengano aggirate. Una linea che, tuttavia, aumenta il rischio di incidenti e confronti diretti in mare aperto.

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