Un uomo di trenta anni è morto a seguito di un fermo di polizia in Usa dopo che gli agenti intervenuti sul posto gli hanno schiacciato il collo con le ginocchia per quasi cinque minuti. Ora per quell'episodio in cui ha pero la vita Angelo Quinto la famiglia chiede di fare giustizia avviando una indagine per stabilire se i poliziotti abbiano usato tutte le precauzioni del caso. L'episodio risale al dicembre scorso quando gli stessi familiari dell'uomo hanno chiamato la polizia perché il trentenne era molto agitato e temevano potesse fare del male a qualcuno in casa. Ad Antonio Quinto infatti nei mesi precedenti era stata diagnosticata una forma di depressione e paranoia che si stava aggravando.

Quel giorno la sorella Isabella Collins ha chiamato la polizia da casa loro ad Antioch, in California, perché temeva che avrebbe fatto del male alla madre. Secondo i familiari, però , prima dell'arrivo della polizia, la madre di Quinto lo aveva tenuto al petto per alcuni minuti, e l'uomo "aveva già iniziato a calmarsi". Secondo i parenti, quando gli agenti son arrivati non hanno fatto alcun tentativo di capire la situazione che si stava normalizzando ma avrebbero invece ha immediatamente afferrato Quinto dalle braccia di sua madre.

Poi la presa con il ginocchio sul collo che purtroppo ricorda quella con cui è stato ucciso George Floyd a Minneapolis. Quinto quindi ha perso conoscenza ed è stato portato in un ospedale locale, dove è stato dichiarato morto tre giorni dopo. Nei quasi due mesi dalla morte del 30ene, la polizia non ha rilasciato un comunicato stampa sull'incidente. "Gli agenti di polizia avevano già ammanettato Angelo ma non si sono fermati e inspiegabilmente hanno iniziato a usare la tecnica ‘George Floyd' di mettere un ginocchio sulla parte posteriore e laterale del collo, ignorando le suppliche del signor Quinto" ha dichiarato l'avvocato della famiglia. Secondo il procuratore distrettuale della contea di Contra Costa, la morte dell'uomo è oggetto di indagine