Uno dei più grandi scandali sessuali dell’ultimo secolo. Sono più di 82mila le accuse di pedofilia ai danni dei leader dei Boy Scouts of America. Le migliaia di testimonianze sono state presentate al tribunale fallimentare del Delaware, dove l'organizzazione ha fatto domanda di bancarotta, a causa delle numerose richieste di risarcimento presentate dagli ex membri vittime di violenze sessuali. Secondo gli avvocati, le accuse di abuso verso i Boy Scouts hanno superato il numero di quelle presentate contro la Chiesa cattolica.

Lo scandalo che ha coinvolto l’organizzazione statunitense è stato reso noto dal New York Times nell'aprile del 2019. Il quotidiano raccontava delle 12.254 testimonianze di ex Boy Scouts che avevano subito violenze sessuali da parte di più di 7mila leader e che erano state presentate durante un processo su violenze su minori in Minnesota nel 2012. L’età di coloro che denunciavano andava dagli 8 ai 93 anni. Infatti, secondo i racconti, le violenze sarebbero avvenute in un periodo di tempo lungo più di 70 anni, dal 1944 ai giorni nostri. Questi dati erano stati rinvenuti in un archivio dei Boy Scouts of America, dove era anche riportato che gli educatori sospettati di abusi erano stati allontanati dall’organizzazione ma non denunciati alle forze dell’ordine.

Oggi, dopo otto anni dall’inizio della vicenda giudiziaria, le denunce di abusi sono molte più. Una coalizione di avvocati chiamata Abused in Scouting rappresenta clienti da tutti i 50 Stati Usa e anche dall’estero, poiché alcune violenze si sarebbero verificate in campi scout in Giappone e Germania.
Secondo la dichiarazione di fallimento, i Boy Scouts of America possiedono più di un miliardo di dollari in proprietà (centinaia di campi scout distribuiti sul territorio nazionale). Alla luce delle più di 82mila denunce, l’organizzazione istituirà un fondo di risarcimento delle vittime di abusi.