“Un pedofilo incorreggibile e pericoloso”. Abusa di bambini in un nido: condannato a 30 anni di carcere

Per mesi era stato considerato un educatore come tanti, una persona a cui i genitori affidavano i propri figli convinti che sarebbero stati accuditi e protetti. Invece, secondo la giustizia britannica, sfruttava proprio quel ruolo per abusare dei bambini più piccoli.
Per questo Nathan Bennett, 30 anni, ex operatore di un asilo nido di Bristol, è stato condannato a 24 anni di carcere per una serie di gravi reati sessuali commessi sui bambini affidati alle sue cure.
Il tribunale lo ha dichiarato colpevole di otto capi d’accusa, tra cui stupro, aggressione sessuale e violenza sessuale con penetrazione. In precedenza l’uomo aveva inoltre ammesso altri 13 reati che riguardano quattro delle cinque vittime coinvolte nel procedimento. Tutti i bambini avevano appena due anni quando sarebbero avvenuti gli abusi.
Le prime preoccupazioni sul suo comportamento erano emerse già nel febbraio dello scorso anno, quando alcuni genitori e membri del personale avevano iniziato a segnalare atteggiamenti ritenuti inappropriati nei confronti dei piccoli.
La svolta nell’indagine è arrivata quando alcuni dipendenti dell’asilo hanno controllato le registrazioni delle telecamere di sorveglianza interne alla struttura. In uno dei filmati Bennett veniva ripreso mentre infilava le mani nei pantaloni di un bambino.
Dopo la scoperta, la polizia ha avviato immediatamente l’indagine che ha portato all’arresto del trentenne e alla successiva chiusura dell’asilo.
Nel pronunciare la sentenza, il giudice William Hart ha disposto una pena estesa di 24 anni di detenzione, seguita da sei anni di libertà vigilata una volta scontata la pena. Durante la lettura del verdetto ha definito Bennett “un pedofilo incorreggibile e pericoloso”.
Il magistrato ha ricordato le immagini mostrate durante il processo: bambini che corrono e giocano negli spazi dell’asilo di King Street.
“Guardare quei filmati farebbe sorridere qualsiasi genitore: sono bambini felici e innocenti in quello che dovrebbe essere un ambiente sicuro”, ha spiegato.
Poi ha aggiunto parole durissime:
“Ma quei bambini non erano al sicuro. Erano in pericolo perché, all’insaputa di personale e genitori, lei era lì pronto ad abusare di loro e a contaminare la loro innocenza con i suoi desideri”.
Rivolgendosi direttamente a Bennett, il giudice ha dichiarato:
Nathan Bennett, dopo aver ascoltato e visto le prove sulla base delle quali è stato condannato, non posso che giungere alla conclusione che lei sia un pedofilo incorreggibile e pericoloso, con un interesse sessuale incontrollabile verso bambini molto piccoli”.
Secondo il magistrato, non sono state solo le prove raccolte dagli investigatori a portare a questa conclusione, ma anche le dichiarazioni rese dall’imputato durante il processo.
“Mi è impossibile prevedere per quanto tempo continuerà a rappresentare un pericolo”, ha aggiunto.
Il giudice ha poi sottolineato come l’uomo abbia anteposto la propria soddisfazione sessuale al benessere dei bambini, parlando di un comportamento frutto di “un pensiero profondamente distorto e di un livello – per usare un termine antiquato – di malvagità”.
Durante il processo è emerso che alcuni dipendenti dell’asilo avevano notato comportamenti anomali: Bennett faceva sedere i bambini sulle proprie ginocchia per lunghi periodi, indossava pantaloni con buchi nella zona del cavallo e mostrava un atteggiamento descritto come quasi “territoriale” nei confronti di alcuni bambini e dei loro genitori.
Alla giuria sono state mostrate anche interviste video con due dei bambini coinvolti. La madre di uno dei piccoli ha raccontato in aula che il figlio, una volta tornato a casa, le aveva mostrato con dei gesti ciò che era accaduto all’asilo.
“Gli ho chiesto di fermarsi e gli ho domandato quando fosse successo. Mi ha risposto che era accaduto all’asilo”, ha testimoniato.
Durante il processo Bennett ha sostenuto di “imitare” ciò che era stato fatto a lui da bambino, negando però di provare attrazione sessuale per i minori.
Le famiglie dei bambini vogliono capire come sia stato possibile che l’uomo continuasse a lavorare con i piccoli.
Lo studio legale Leigh Day, che rappresenta diversi genitori, ha dichiarato:
La sentenza di oggi chiude l’indagine penale, ma non potrà mai riparare il danno causato a così tanti bambini”.
Secondo le famiglie, nei mesi precedenti all’arresto erano già state sollevate diverse preoccupazioni sul comportamento di Bennett.
“Sappiamo che queste segnalazioni erano state fatte al personale, ma riteniamo che non siano state seguite adeguatamente né portate ai livelli superiori. Se si fosse intervenuti prima, parte degli abusi avrebbe potuto essere evitata”.
Fuori dal Tribunale di Bristol, la procuratrice Gemma Kneebone, del Crown Prosecution Service, ha parlato di uno dei casi più gravi affrontati nella sua carriera:
“I reati commessi da Nathan Bennett sono tra i più sconvolgenti che abbia visto come pubblico ministero nei casi di violenza sessuale”.
“Quando mandiamo i nostri figli a scuola o all’asilo lo facciamo confidando che siano accuditi e protetti. Bennett ha approfittato di questa fiducia, scegliendo una professione che gli permetteva di avere accesso alle vittime più vulnerabili”.
Secondo la procuratrice, l’uomo ha sfruttato la propria posizione per abusare ripetutamente dei bambini, manipolandoli e convincendoli che il suo comportamento fosse normale.
“Scoprire che una persona a cui si affida la cura del proprio figlio possa tradire quella fiducia in questo modo è qualcosa di inimmaginabile. I nostri pensieri restano con tutte le persone colpite da questi terribili crimini.”