Profughi Rohingya
in foto: Profughi Rohingya

"Uccidete tutti quelli che vedete, bambini e adulti", sarebbero questi gli ordini shock ricevuti dall'esercito birmano durante le operazioni effettuate nel Paese contro la popolazione Rohingya nel 2016 e nel 2017 e che si rivelarono infine un vero e proprio massacro. A portare alla luce quello che confermerebbe il genocidio dei Rohingya è la testimonianza di due militari dell'Esercito del Myanmar presunti disertori catturati nel luglio scorso dai guerriglieri dell'esercito indipendentista dell'Arakan Army nell'omonimo stato del Myanmar. I due avrebbero partecipato a quelle azioni e ora hanno raccontato gli ordini ricevuti dai superiori in alcuni video fatti circolare da un gruppo di attivisti locali, Fortify Rights, che da tempo si batte per portare alla luce le violenze sui Rohingya ad opera dei birmani.

Nei filmati i due soldati, vestiti in mimetica e con tono apparentemente impassibile, raccontano gli ordini ricevuti e le orribili violenze sulla popolazione tra torture, stupri e omicidi a sangue freddo di uomini, donne e bambini dell'etnia musulmana Rohingya. "Ci dicevano spara a tutto ciò che vedi e tutto ciò che senti" hanno raccontato i due: il soldato semplice Myo Win Tun del battaglione Lib 565 e il soldato semplice Zaw Naing Tun del battaglione Lib 353. Entrambi, operativi nello Stato di Rakhine, hanno raccontato di aver preso parte alle "operazioni di sgombero" a guida militare contro i civili rohingya che si sono rivelate però un massacro. Uno sterminio che però non era casuale né opera di singoli raggruppamenti ma preparato con cura e ordinato dall'alto.

I due soldati birmani
in foto: I due soldati birmani

Il soldato birmano Myo Win Tun ha raccontato di aver ucciso un centinaio di persone tra donne, uomini e bambini rohingya durante le operazioni nel settembre 2017 ma ha ammesso anche di aver stuprato alcune donne nel villaggio di Taung Bazar e nei villaggi circostanti nel comune di Buthidaung. L'altro militare, Zaw Naing Tun, ha confessato che nello stesso anno e durante la stessa campagna  è stato coinvolto in decine di uccisioni, seppellimento di cadaveri in fosse comuni e altri crimini contro i rohingya in cinque villaggi nella municipalità di Maungdaw bruciati e rasi al suolo. I due soldati hanno fornito anche i nomi di altri esecutori diretti dell'Esercito del Myanmar, nonché i nomi di sei ufficiali, tra i quali un tenente colonnello, un colonnello e tre capitani, che avrebbero ordinato azioni contro i rohingya.

Lunedì, i due uomini, fuggiti dal Myanmar il mese scorso, sono stati trasportati all'Aia, dove la Corte penale internazionale ha aperto una inchiesta sui crimini dell'esercito birmano contro i Rohingya. Un portavoce militare  dell'esercito birmano ha ammesso alla BBC che gli uomini erano effettivamente ex soldati ma ha affermato che i loro racconti sono falsi e indotti dal gruppo militante di cui erano prigionieri e che li minacciava.