video suggerito
video suggerito

Uccide la fidanzata e la taglia in due: i resti nascosti sotto il cemento in giardino. Arriva condanna

Nel giardino di una casa a Normanton, in Regno Unito, sono stati trovati sotto il cemento i resti di Izabela Zablocka, scomparsa nel 2010. La partner Anna Podedworna l’ha uccisa, poi tagliata in due e sepolta in sacchi. Dopo anni di bugie, è stata condannata per omicidio e occultamento di cadavere.
A cura di Biagio Chiariello
82 CONDIVISIONI
Immagine

Nel giugno 2025, sotto uno strato di cemento nel giardino di una casa a Normanton, nel Derby, in Regno Unito, sono stati ritrovati i resti di Izabela Zablocka. Trent’anni, polacca, madre di una figlia, scomparsa nel 2010, la sua morte aveva lasciato un vuoto inspiegabile nella vita di chi le voleva bene. La scoperta finale ha fatto emergere un orrore che per anni era rimasto nascosto: la donna era stata uccisa dalla partner, Anna Podedworna, utilizzando una statuina a forma di cavallo, prima di essere fatta a pezzi e seppellita in sacchi della spazzatura in quella che i procuratori hanno definito una “tomba improvvisata e lurida”.

Per anni Podedworna aveva negato qualsiasi responsabilità, ma lo scorso anno ha ceduto alla pressione delle indagini. Un’email alla polizia, inviata dopo l’intervento di una giornalista polacca in Inghilterra, ha permesso di collegare finalmente le prove e far emergere la verità. I dettagli sono agghiaccianti: il corpo di Izabela era stato legato con nastro adesivo, le gambe strette “come un pollo”, e la forza necessaria per tagliarlo in due sottolinea la crudeltà calcolata dell’atto.

All’epoca, Podedworna lavorava come macellaia, esperienza che, secondo i pubblici ministeri, le aveva fornito gli strumenti per compiere “atti deliberati, cruenti e meticolosi” con l’obiettivo di occultare il crimine. La vittima, che si presentava come uomo ma non poteva permettersi la riassegnazione di genere, aveva rapporti tesi con la partner, un elemento che ha alimentato la tragedia.

In aula, Podedworna ha sostenuto di aver agito per legittima difesa, descrivendo la decisione di seppellire Izabela in giardino e, di fronte all’impossibilità fisica di sollevare il corpo intero, la scelta di tagliarlo a metà.

Il processo, durato tre settimane, si è concluso con la condanna per omicidio, ostacolo a una sepoltura legittima e depistaggio.

La figlia della vittima, Katarzyna, allora bambina, ha raccontato il dolore di una vita trascorsa a cercare risposte: “Da piccola ero incredibilmente legata a mia madre. La sua scomparsa improvvisa senza spiegazioni ha lasciato una ferita profonda che porto ancora oggi. Ho sempre sentito che mia madre non mi avrebbe mai lasciata di proposito; questa certezza mi ha dato la forza di cercare la verità”.

82 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views