Trump approva la fucilazione dell’ex maggiore Nidal Hasan per la strage di Fort Hood: prima volta dalla Guerra Mondiale

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Nidal Hasan al momento della condanna
Trump ha dato l’ok a quella che sarà la prima fucilazione nell’esercito Usa dalla seconda Guerra Mondiale. Nidal Hasan è stato condannato a morte nel 2013 per la strage di Fort Hood del 2009 quando uccise 13 persone ferendone altre 32 gridando “Allah Akbar”: non voleva andare in Afghanistan.

Il Presidente Usa Donald Trump ha approvato la fucilazione dell’ex maggiore dell’esercito Usa Nidal Hasan, l’autore della strage alla base di Fort Hood in Texas nel 2009 dando il via libera a quella che sarà la prima fucilazione nell'esercito statunitense dalla Seconda Guerra Mondiale e la prima pena capitale eseguita tra i militari dagli anni ’60.

L’annuncio è arrivato ieri sera dal portavoce del Dipartimento della Difesa secondo il quale Trump ha firmato il provvedimento su raccomandazione dello stesso Ministro alla Difesa Pete Hegseth. "Il giorno del giudizio per Hasan è finalmente arrivato" ha dichiarato il portavoce spiegando che la data e il luogo dell'esecuzione del 55enne sarà fissato dal Segretario dell'esercito.

La strage di Fort Hood: 13 morti e 32 feriti

Nidal Hasan, maggiore dell'esercito statunitense e medico psichiatra all’epoca dei fatti, organizzò e mise in atto una vera e propria strage all’interno della caserma in cui era di stanza aprendo il fuoco sui commilitoni, uccidendo 13 persone e ferendone altre 32 gridando "Allah Akbar".

L’uomo, che è rimasto paralizzato dopo essere stato colpito a sua volta dagli spari di un agente e non ha voluto avvocati ma si è difeso da solo, è stato riconosciuto colpevole di omicidio premeditato nel 2013 e condannato a morte da una giuria di 13 ufficiali militari in pensione. La sentenza prevedeva anche l'espulsione di Hasan dall'esercito e la revoca della sua paga militare.

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Urlava "Allah Akbar" e non voleva andare in Afghanistan

L’uomo si era arruolato nel 1988 e durante il percorso nell'esercito era divenuto medico e in seguito psichiatra. Promosso maggiore nel maggio del 2009, due mesi dopo fu trasferito a Fort Hood dove sarebbe dovuto partire per l’Afghanistan ma dove il 5 novembre dello stesso anno ha compiuto la strage.

Secondo l’accusa, il movente sarebbe da individuare proprio nella riluttanza a essere inviato in missione in Afghanistan e a un senso del dovere verso la jihad, che lo spingeva a uccidere quanti più soldati americani possibile. Durante il processo, l’uomo ha ammesso di aver cambiato schieramento in quella che ha definito una guerra americana contro l'Islam e di aver agito per salvare la sua religione.

Prima della strage disse a un collega medico che se l'esercito lo avesse costretto a partire per la missione, si sarebbe vendicato. Secondo le indagini, però, Hasan avrebbe agito da lupo solitario e non aveva nessuna collegamento diretto con gruppi o attività terroristiche. Si era procurato armi e si era allenato in un poligono di tiro prima di mettere in atto alla sua "zona di sterminio personale" come è stata definitoria dall’accusa.

Aveva scelto il 5 novembre perché era la data in cui i soldati della sua unità erano stati convocati per le incombenze prima di partire per la missione e ha iniziato a sparare sui presenti in una zona d'attesa affollata di soldati. L'FBI aveva raccolto 146 bossoli all'interno dell'edificio e altri all'esterno, a seguito di una sparatoria con la polizia di Fort Hood intervenuta sul posto.

Il condannato, già in sedia a rotelle, era finito nel braccio della morte militare di Fort Leavenworth, in Kansas, dove erano già rinchiusi altri militari ma dove nessuno è stato più ucciso dall'aprile del 1961 quando un soldato semplice dell'esercito fu impiccato dopo essere stato condannato per stupro e tentato omicidio. L’ultima fucilazione, sempre di un saldato semplice, risale addirittura al 1945 per diserzione durante la Seconda Guerra Mondiale.

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