Olanda, custode di uno zoo aggredita e uccisa da un leopardo: lavorava con gli animali da quasi 40 anni
Lavorava con i grandi felini da otto anni ed era una dipendente esperta, con quasi quarant'anni di servizio alle spalle. Eppure lo scorso sabato, 24 ottobre, è stata aggredita da un leopardo persiano mentre si trovava nel recinto interno di due esemplari maschi al safari park Beekse Bergen, nei Paesi Bassi. La donna è morta ieri, martedì 27 ottobre, in ospedale, dopo essere stata sottoposta a un intervento chirurgico d'urgenza per le gravi ferite riportate alla testa e al collo. Ora sono in corso due indagini per ricostruire l'accaduto: una avviata dalla struttura e una dall'ispettorato olandese del lavoro.
La custode aveva iniziato a lavorare nel parco quando aveva 17 anni e, salvo brevi interruzioni, aveva trascorso lì quasi tutta la sua carriera. Secondo quanto riferito dai media locali, sabato mattina stava effettuando un giro di controllo nell'area dei predatori insieme a un collega. Al momento dell'aggressione, però, era sola nel recinto interno dei due leopardi. Nonostante le ferite, è riuscita a lanciare l'allarme con la ricetrasmittente, permettendo ai colleghi di intervenire.
I soccorsi sono arrivati intorno alle 11. La donna è stata trasportata in ospedale in condizioni critiche e operata d'urgenza. In un primo momento l'intervento era riuscito, ma il quadro clinico è rimasto grave. Domenica i medici l'hanno mantenuta in coma farmacologico e il parco aveva già comunicato che le possibilità di ripresa erano molto ridotte. Martedì è arrivata la notizia del decesso.
A rendere ancora più delicata la vicenda è la dinamica dell'aggressione. Normalmente, infatti, il personale non condivide gli stessi spazi con gli animali predatori. I due leopardi erano stati trasferiti nel recinto al coperto a causa della tempesta Austen, che aveva attraversato il Paese nella notte precedente. Lo spostamento era stato registrato e le informazioni erano state trasmesse al personale, ma non è chiaro se la custode ne fosse stata informata.
Non è stato ancora possibile stabilire come la donna e gli animali si siano trovati contemporaneamente nello stesso ambiente. Nel recinto non ci sono telecamere di sorveglianza e manca quindi una registrazione che permetta di ricostruire direttamente quanto accaduto. Non è stato chiarito neppure se la custode sia stata aggredita da uno solo dei due leopardi o da entrambi.
Il parco ha confermato l'avvio di un'indagine indipendente, mentre anche l'ispettorato olandese del lavoro sta verificando le circostanze dell'incidente. Gli accertamenti dovranno chiarire perché la dipendente si trovasse nel recinto insieme ai felini e se le procedure previste siano state rispettate.
Nel frattempo, la direzione ha escluso la soppressione dei due animali, che sono tornati nel loro spazio esterno e continuano a essere accuditi normalmente. Un portavoce della struttura ha spiegato che i leopardi hanno manifestato un comportamento naturale, aggiungendo: "Sono e rimangono predatori".
La notizia ha colpito profondamente i colleghi della donna e il mondo degli zoo olandesi. "La sua scomparsa ci ha profondamente colpiti tutti e il nostro pensiero va alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi cari. In questo momento, la nostra priorità è sostenere la sua famiglia e i suoi colleghi", ha dichiarato Beekse Bergen in una nota diffusa dopo il decesso.
Il parco allestirà uno spazio commemorativo in cui visitatori e dipendenti potranno lasciare messaggi di cordoglio. La struttura ha chiesto rispetto e riservatezza per i familiari e per i colleghi, chiamati ad affrontare la perdita di una dipendente che aveva dedicato la propria vita professionale alla cura degli animali.