video suggerito
video suggerito

Sydney, strage a Bondi Beach: gli attentatori erano padre e figlio. “Avevano giurato fedeltà all’Isis”

Una delle spiagge più note di Sydney è stata teatro della sparatoria più sanguinosa degli ultimi trent’anni in Australia. Bondi Beach era gremita di centinaia di persone accorse per celebrare l’inizio dell’Hanukkah, quando due uomini, pare un padre 50enne e un figlio 24enne, hanno aperto il fuoco sulla folla, facendo 15 morti, tra cui una bimba di 12 anni oltre al rabbino Eli Schlanger. Pare avessero giurato fedeltà allo Stato Islamico.
A cura di Biagio Chiariello
272 CONDIVISIONI
La sparatoria a Sydney, Bondi Beach
La sparatoria a Sydney, Bondi Beach

Bondi Beach, uno dei luoghi simbolo di Sydney e dell’intera Australia, è stata teatro della più grave sparatoria di massa degli ultimi trent’anni nel Paese dell'Oceania. Domenica sera, poco prima del tramonto, la spiaggia e il vicino Archer Park erano affollati da centinaia di persone riunite per “Hanukkah by the Sea”, l’evento pubblico organizzato dalla comunità ebraica per celebrare l’inizio della festa delle luci.

Alle 18.45 locali (le 8.45 in Italia), due uomini armati hanno aperto il fuoco sulla folla da un ponticello pedonale che sovrasta il parco. In meno di dieci minuti la festa si è trasformata in un inferno: urla, corpi a terra, famiglie in fuga senza sapere dove ripararsi, come ha raccontato ai media locali da Arsen Ostrovsky, sopravvissuto agli attacchi di Hamas del 7 ottobre in Israele, e rimasto ferito ieri. Altri hanno raccontato di aver inizialmente scambiato gli spari per fuochi d’artificio.

Il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, è di 15 vittime civili e oltre 40 feriti, alcuni in condizioni critiche. Le persone uccise avevano un’età compresa tra i 10 e gli 87 anni.

Chi sono gli attentatori di Bondi Beach: avevano giurato fedeltà all'Isis

Le autorità australiane hanno confermato che gli autori dell’attacco erano padre e figlio, rispettivamente di 50 e 24 anni. Il padre, arrivato in Australia nel 1998 con un visto da studente, è stato ucciso dalla polizia durante l’intervento. Non è ancora chiaro se sia lui la persona a cui Ahmed al Ahmed, l'"eroe" in bianco della sparatoria, ha strappato l'arma di mano nei momenti più concitati della sparatoria.

Il figlio, cittadino australiano nato nel Paese, è stato ferito gravemente ed è ricoverato in ospedale sotto custodia. Secondo quanto trapela, pare avessero giurato fedeltà allo Stato Islamico.

Secondo la polizia del Nuovo Galles del Sud, il cinquantenne era regolarmente titolare di sei armi da fuoco, tutte detenute con licenza. Gli investigatori hanno confermato che tutte le armi sono state recuperate e che non ci sono elementi che indichino la presenza di un terzo attentatore.

Nelle ore successive ai fatti, la polizia ha perquisito l’abitazione della famiglia e un veicolo collegato agli aggressori, all’interno del quale sono stati trovati ordigni esplosivi rudimentali non attivati. Anche due ordigni simili sarebbero stati rinvenuti nell’abitazione. Su eventuali fiancheggiatori o arresti collegati, al momento non ci sono conferme ufficiali.

Il nome del figlio, Naveed Akram, è stato diffuso da diversi media, ma non è stato formalmente confermato dalle autorità. Non risultano invece verificate né le presunte origini etniche degli attentatori né eventuali collegamenti diretti con organizzazioni terroristiche.

La dinamica dell’attacco a Sydney

Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia e dai testimoni, i due uomini hanno iniziato a sparare dall’alto del ponticello, colpendo indiscriminatamente la folla sottostante. A un certo punto uno dei due è sceso dal ponte per avvicinarsi alle persone in fuga.

È in quel momento che un passante, Ahmed El Ahmed, 43 anni, lo ha affrontato a mani nude, riuscendo a sottrargli l’arma. L’uomo è stato colpito da due proiettili ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Il suo gesto è stato definito decisivo dalle autorità e ha probabilmente evitato un numero ancora maggiore di vittime.

Pochi minuti dopo, con l’arrivo massiccio delle forze dell’ordine e il supporto di droni, la sparatoria è terminata: il 50enne è stato ucciso, il figlio neutralizzato e ferito.

La zona dell’attacco a Bondi Beach
La zona dell’attacco a Bondi Beach

Chi sono le vittime identificate

Al momento, solo alcune vittime sono state ufficialmente identificate.

Eli Schlanger, 41 anni, rabbino assistente del centro Chabad di Bondi, è tra i morti. Nato a Londra, era padre di cinque figli e aveva dedicato la sua vita all’attività religiosa e comunitaria.

Una bambina di 10 anni, morta in ospedale per le ferite riportate, è stata identificata dalla famiglia come Matilda. Frequentava una scuola a Sydney ed è stata ricordata dai parenti come una bambina piena di energia e gioia.

Il rabbino Rabbi Eli Schlanger
Il rabbino Rabbi Eli Schlanger

Le autorità hanno confermato che tra le vittime ci sono anche cittadini stranieri, tra cui almeno un cittadino francese. Non risultano italiani tra i morti, mentre alcuni connazionali presenti nella zona hanno raccontato di essersi salvati fuggendo nel caos.

Le reazioni politiche e istituzionali

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha definito l’attacco “un atto di pura malvagità” e un episodio di antisemitismo violento, promettendo un confronto parlamentare sull’inasprimento delle leggi sulle armi.

Il premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, ha parlato di “attacco diretto alla comunità ebraica di Sydney” e ha elogiato il coraggio dei civili intervenuti.

Condanne sono arrivate anche dall’estero. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di antisemitismo evidente. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha espresso solidarietà alla comunità ebraica australiana, mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accusato Canberra di non aver contrastato con sufficienza il clima di odio antiebraico.

In Australia è stato proclamato il lutto nazionale, con bandiere a mezz’asta. Le autorità hanno ribadito che non vi è una minaccia immediata in corso, ma la sicurezza attorno a sinagoghe ed eventi ebraici è stata chiaramente rafforzata.

272 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views