Il sultano del Brunei cambia almeno parzialmente idea sulle leggi introdotte il mese scorso nel Paese. Dopo l'ondata di proteste internazionali, ha deciso di sospendere l'applicazione della pena di morte nei confronti degli omosessuali.  Ad annunciare la retromarcia rispetto a quanto deciso qualche tempo fa è stato lo stesso sultano Hassanal Bolkiah in un discorso per l'inizio del Ramadan. Il sultano ha parlato per la prima volta in pubblico della nuova legge dicendo che non applicherà subito la pena di morte prevista dall’introduzione della sharia. La nuova legge prevede, tra le altre cose, la lapidazione in caso di sesso omosessuale, stupro e adulterio. In Brunei la pena di morte è prevista già per alcuni reati ma nessuna pena capitale è stata eseguita dal 1957. L'omosessualità era già illegale nel sultanato e punibile con 10 anni di carcere.

Le nuove regole nel Brunei avevano suscitato proteste e boicottaggi – All'inizio del mese di aprile 2019 sono entrate in vigore le leggi più rigide nel Brunei, tra queste appunto la pena capitale nei confronti di gay e adulteri con la lapidazione. Base di questa normativa è la sharia islamica. A causa di queste nuove leggi in tanti, in tutto il mondo, hanno protestato, comprese molte star come ad esempio l’attore George Clooney e il cantante Elton John che avevano lanciato un appello al boicottaggio degli alberghi di proprietà del sultano, uno dei monarchi più ricchi del mondo. Clooney aveva dichiarato che le nuove leggi equivalgono a una “violazione dei diritti umani”. Il Brunei aveva più volte ribadito il suo diritto ad applicare la nuova legge, anche in una lettera inviata al Parlamento Europeo, ma il sultano alla fine ha fatto un passo indietro spiegando che di fatto è da più di 20 anni che il paese applica una moratoria sulla pena di morte.