Strage di Parigi, il kamikaze tentò di entrare allo stadio 4 volte ma fu sempre respinto

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Nuovi particolari dall’inchiesta sugli attentati di Parigi rivelati dai quotidiani francesi.

L'attentatore suicida che si fece esplodere davanti allo Stade de France di Parigi la sera della strage del 13 novembre scorso cercò di entrare nell'impianto sportivo per ben quattro volte ma fu sempre respinto dagli steward all'ingresso. È quanto emerge dall'inchiesta della Procura francese a oltre un mese dai fatti in base ai racconti di decine di testimoni. A rivelare alcuni dettagli delle oltre 5mila pagine di inchiesta ancora in corso è stato il quotidiano d'oltralpe Le Figaro. Del resto l'attentato allo Stade de France di Parigi è quello rimasto più a lungo avvolto nel mistero e ci sono volute oltre 5300 pagine di verbali redatti dagli investigatori per costruire quanto accaduto. La circostanza del tentativo dei kamikaze di intrufolarsi tra la folla di spettatori era sta già rivelata dagli steward nelle settimane scorse, ma ora il quotidiano francese rivela altri dettagli che fanno rabbrividire

L'attentatore infatti almeno quattro volte avrebbe tentato di entrare da uno dei cancelli, ma sarebbe stato sempre stato respinto dai servizi di sicurezza. Frustrato dai tentativi infruttuosi alla fine decise di farsi esplodere davanti a un Mc Donald's poco lontano. Sempre secondo il giornale, altri due uomini "che parlottavano in arabo" si sono invece mescolati alla folla da un'altra entrata opposta a quella usata dal loro complice, ma anche loro si sono visti respingere dagli steward. Uno di loro, secondo un fermo immagine di un filmato della videosorveglianza, potrebbe essere Salah Abdeslam, il super-ricercato ritenuto uno dei coordinatori logistici degli attacchi di Parigi.

Dalla stessa inchiesta sembrerebbero invece confermate le indiscrezioni dell'assalto la teatro Bataclan che parlavano di attentatori che uccidevano gli ostaggi facendo riferimento agli interventi armati francesi all'estero. Dalle testimonianze però emergerebbe anche un altro particolare secondo il quale alcuni degli ostaggi sarebbero stati messi come scudi umani davanti alle porte del locale. Sarebbero confermate infine anche le tecniche di guerra usate dagli attentatori che hanno riversato sui tavolini dei bar e ristoranti presi di mira nell'est di Parigi oltre quattrocento proiettili in appena venti minuti.

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