Strage di Berlino, “È stato il sistema di frenata automatico a fermare il camion”

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La rivelazione di alcuni media tedeschi sull’attentato ai mercatini di Natale: il sistema del tir prevedeva uno stop di emergenza in caso di impatto, questo avrebbe evitato un maggior numero di vittime.
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Sarebbe stato il sistema di frenata automatico del camion ad evitare un maggior numero di vittime nella strage ai mercatini di Natale di Berlino del 19 dicembre scorso in cui sono state uccise dodici persone tra cui l'italiana Fabrizia Di Lorenzo. La nuova rivelazione arriva dal giornale tedesco  Sueddeutsche Zeitung che cita fonti investigative locali che stano esaminando i dati del tir per stabilire esattamente quanto avvenuto ad Alexanderplatz. Secondo la ricostruzione dei media tedeschi, infatti, il pesante veicolo si sarebbe arrestato dopo circa 70-80 metri dopo il primo impatto perché il modello del camion aveva questo speciale sistema di frenata automatico incorporato che prevede un arresto di emergenza in caso  di incidente.

Secondo il giornale tedesco solo così si è evitato che il presunto terrorista Anis Amri potesse proseguire la sua folle corsa falciando tutti i presenti nel mercatino natalizio. Se il sistema non si fosse attivato, la strage infatti si sarebbe conclusa con un bilancio delle vittime ancora più tragico. A questa conclusione sarebbe arrivato il gruppo di inquirenti che lavora sotto la direzione del procuratore generale di Berlino.

Intanto nuovi particolari emergo dalla ricostruzione dei momenti precedenti l'attentato. Sempre secondo i media locali, pochi minuti prima di compiere l'attacco Anis Amri avrebbe inviato fotografie e messaggi vocali dal suo cellulare ad altri presunti simpatizzanti islamisti. Il particolare è riportato dal settimanale tedesco Focus citando fonti delle forze di sicurezza. Secondo il giornale tra i destinatari anche l'uomo arrestato ieri a Berlino e ritenuto uno dei suoi contatti in città. Dall'analisi dei messaggi vocali di Amri, inoltre, non emergerebbe alcun particolare che lasci pensare che il camionista polacco, prima vittima dell'attentatore, fosse ancora in vita al momento dell'attentato.

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