“Sulla base delle prime indagini, che sono ancora in corso, crediamo che gli aggressori abbiano preso di mira proprio il negozio kosher che è stato attaccato, così il sindaco di Jersey City, Steven Fulop, ha avanzato l’ipotesi che l’obiettivo della sanguinosa sparatoria avvenuta martedì nella cittadina americana alle porte di New York fosse proprio il negozio kosher dove si sono svolti i fatti. Anche senza dare spiegazioni precise sulla possibile natura antisemita dell’attacco, in una serie di tweet il primo cittadino ha voluto esprimere la sua solidarietà alla comunità ebraica locale esprimendo anche il cordoglio alle famiglie di tutte le vittime.

La sparatoria in effetti ha avuto come scenario un piccolo negozio di alimentari in una zona dove risiede una storica comunità ebraica, ma al momento la polizia non ha dato elementi certi sulla natura del fatto. Tra le ipotesi circolate anche quella dell'imboscata nei confronti degli agenti visto che il poliziotto ucciso, il detective Joseph Seals, 40 anni, è stato tra i primi a essere colpito. Secondo altre ricostruzioni, il tutto invece sarebbe avvenuto quando l’agente avrebbe cercato di fermare due sospetti che si aggiravano in zona.

Ad entrare in azione due killer, un uomo e una donna, che dopo ave ucciso l'agente sono scappati rifugiandosi nel negozio di alimentari dove hanno cominciato a sparare sulle persone facendo altri tre morti. Ne è seguita una violenta sparatoria con polizia e forze speciali che ha trasformato il tranquillo quartiere in un vero e proprio campo di battaglia. Alla fine dello scontro a fuoco i due aggressori sono stati uccisi. I due si erano asserragliati all'interno del negozio kosher sparando all'impazzata in strada. I cadaveri delle altre vittime scoperti solo quando la polizia ha fatto irruzione nel negozio. Il bilancio della sparatoria dunque è gravissimo, sono sei i morti, compresi i due assalitori e il poliziotto colpito. Le altre vittime sono clienti del negozio.