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14 Settembre 2021
15:52

Spagna in fiamme, maxi incendio distrugge oltre 10mila ettari di terreno e uccide 1 vigile del fuoco

È tornato sotto controllo grazie ad un violento temporale il maxi incendio scoppiato nella Sierra Bermeja, zona montuosa nel sud della Spagna, nei pressi di Malaga: definito uno dei roghi più complicati che abbiano mai colpito il Paese iberico, ha provocato la distruzione di 10mila ettari di terreno, l’evacuazione di tremila persone e la morte di un vigile del fuoco di 44 anni. Continuano le operazioni di spegnimento, aperta un’inchiesta sulla natura dolosa delle fiamme.
A cura di Ida Artiaco
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Diecimila ettari di terreno andati in fumo, tremila persone evacuate e un vigile del fuoco di 44 anni ucciso. È questo il bilancio del maxi incendio che ha bruciato nella Sierra Bermeja, zona montuosa nel sud della Spagna, nei pressi di Malaga, secondo quanto riporta il quotidiano El Pais. Dopo sei giorni di emergenza, questa notte un violento temporale ha fatto sì che la situazione tornasse sotto controllo. Lo ha confermato sui propri canali social il presidente della Junta de Andalucía, Juan Manuel Moreno. La pioggia caduta per tutta la notte nella valle del Genal ha contribuito ad aiutare gli sforzi di estinzione messi in campo dai pompieri che per la prima volta avevano cominciato a dare i loro frutti lunedì anche grazie al miglioramento delle condizioni di umidità.

Le operazioni di spegnimento sono comunque ancora in corso. L'Infoca, il servizio di estinzione degli incendi boschivi dell'Andalusia, ha confermato l'origine dolosa dei roghi. La comparsa quasi simultanea di due focolai ha fatto sospettare agli specialisti che fosse stato provocato. Lo stesso Moreno aveva confermato sabato che in quei punti erano stati trovati "piccoli mucchietti di rifiuti con accesi da un accendino", a sostegno di questa ipotesi. La Procura ha aperto un'inchiesta per chiarire l'accaduto. Quello che ne è derivato è stato uno degli incendi più complicati che abbiano mai colpito il Paese a causa delle difficoltà di accedere all’area per i soccorsi a causa dell'insieme di valli, picchi e pendii rocciosi che rendono impossibile l’introduzione di mezzi per spegnere il fuoco. Roghi di sesta generazione, altamente distruttivi e impossibili da estinguere con i mezzi a disposizione delle forze dell'ordine, che pure sono intervenute con mille pompieri e ben 50 idrovolanti. Solo condizioni atmosferiche favorevoli, hanno detto gli esperti, possono arrestare questo tipo di fiamme, come è successo la scorsa notte.

L'arrivo della pioggia ha migliorato la situazione consentendo il rientro dei residenti di cinque dei sei comuni che l'aggravarsi dell'incendio domenica scorsa erano stati evacuati in maniera preventiva. Durante questi sei giorni, quasi tremila persone hanno dovuto essere evacuate dalle loro case, in particolare i residenti di Estepona e Benahavís, che sono stati anche i primi a poter tornare alle loro case per tutta la domenica. Anche i 400 abitanti di Genalguacil hanno potuto tornare alle loro case questo martedì. Ciò che è certo è che secondo gli esperti questo resterà nella storia come il primo grande incendio nella storia del Paese iberico.

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