Situazione sempre più caotica in Siria dove l'intervento miliare straniero che si è affiancato alla lotta tra le fazioni interne del Paese rischia di coinvolgere sempre di più i Paesi vicini. L'ultimo episodio riguarda la Turchia che accusa Mosca di aver violato il proprio spazio aereo durante i bombardamenti nel Paese a sostegno del regime di Assad da sempre nemico di Ankara. Secondo il ministero degli Esteri turco in particolare un caccia da combattimento russo sabato avrebbe sorvolato, otto minuti dopo la mezzanotte, l'area turca nella provincia di Hatay, vicino al confine siriano. L'aviazione turca si è subito messa in allerta facendo alzare in volo due caccia e si è rischiato un contatto. "Il velivolo russo  è stato intercettato da due F-16 dell'aviazione turca, che stavano conducendo un pattugliamento nella regione" hanno spiegato fonti militari turche. Secondo l'agenzia di stampa Anadolu l'aereo militare russo e i due F-16 turchi sono andati vicini a un confronto militare, evitato solo dal ritorno in Siria del velivolo russo.

Dopo l'annuncio si è mossa anche la diplomazia e l'ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, è stato immediatamente convocato dal governo turco che ha espresso dure proteste e annunciato reazioni nel caso tali incidenti dovessero ripetersi. "La Russia deve evitare che si ripetano violazioni simili, altrimenti verrà considerata responsabile per qualsiasi incidente che malauguratamente potrebbe accadere" attaccano dalla Turchia. In un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di Ankara inoltre si rende noto che il capo della diplomazia turca, Feridun Sinirlioglu, ha avuto in merito un colloquio con la sua controparte russa Sergei Lavrov, oltre che con i partner della Nato, in particolare Usa, Francia, Italia e Gran Bretagna.

L’aviazione militare russa intano sta intensificando gli attacchi in Siria e nelle ultime 24 ore ha effettuato 25 raid colpendo 9 obiettivi dell’Isis, tra cui una posizione di artiglieria e un campo di addestramento con deposito di munizioni nella provincia di Idlib, un centro di comunicazioni a Homs e un posto di comando nella provincia di Hama. Secondo le agenzie di stampa russe sarebbero centinaia i jihadisti uccisi, mentre migliaia i miliziani in fuga nel timore di nuovi raid aerei di Mosca.