È di due bambini morti e uno ferito il bilancio dell'esplosione di un ordigno in Siria, nella regione del Golan a sud-ovest di Damasco. Le tre vittime erano fratelli. Lo riferiscono l'agenzia governativa siriana Sana e l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui l'attentato si è verificato nella regione di Quneitra, nei pressi del reticolato che divide di fatto la zona delle Alture del Golan controllata dalla Siria da quella sotto controllo israeliano. I due bambini uccisi avevano 4 e 5 anni. Il terzo, ferito e ora in ospedale, ha 14 anni. L'ong ha affermato che l'ordigno era stato posizionato nell'auto del padre, di cui tuttavia non è stata resa nota l'affiliazione: si ipotizza, comunque, che l'uomo fosse un civile.

Altri scontro armati sono avvenuti nella zona nei giorni precedenti. Sempre stando a quanto riferisce l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani il 20 aprile due uomini armati sconosciuti hanno ucciso due ufficiali del regime di al Assad nell'area di Ghadir al-Bustan, nella campagna di Quneitra; nello stesso giorno un'autobomba ha causato la morte di un altro uomo nel villaggio di Rasm al-Karam, sempre nei pressi di Quneitra. Due giorni prima, il 18 aprile, un altro funzionario militare e gli uomini della sua scorta sono stati assassinati nella stessa zona, e sempre nell'area di Quneitra l'otto aprile è stato condotto un altro agguato che ha portato alla morte di almeno tre persone.

Tra meno di un mese elezioni in Siria: Assad sarà candidato

Bashar al-Assad, l'attuale presidente siriano, ha annunciato la sua ricandidatura alle elezioni presidenziali del prossimo 26 maggio, elezioni che si terranno a dieci anni dall’inizio della guerra civile costata la vita a quasi 400.000 persone. Quella del mese prossimo sarà la seconda competizione elettorale dall'inizio del conflitto scaturito proprio dalle proteste contro il presidente in carica dal 2000 e succeduto al padre Hafez che già aveva governato la Siria per oltre 30 anni. La candidatura di Bashar al-Assad è stata annunciata dal presidente del parlamento Hammuda Sabbagh, secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale siriana Sana. Il leader siriano era stato riconfermato al suo terzo mandato con l’88 percento delle preferenze in un voto considerato non democratico dagli osservatori internazionali.