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Si finge agente dell’FBI per liberare Luigi Mangione: “Rilasciatelo, ho i documenti firmati dal giudice”

Un 36enne del Minnesota è stato arrestato per aver tentato di far uscire di prigione Luigi Mangione. Si è presentato nel carcere di Brooklyn, a New York, dove si trova detenuto il 27enne, e ha finto di essere un agente dell’FBI. Nel suo zaino trovati un forchettone per il barbecue e una rotella tagliapizza.
A cura di Eleonora Panseri
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Luigi Mangione durante il processo.
Luigi Mangione durante il processo.

Si è presentato nel carcere di Brooklyn, a New York, dove si trova detenuto Luigi Mangione, e ha finto di essere un agente dell'FBI, sostenendo di essere in possesso di un ordine del tribunale che stabiliva la liberazione del 27enne, accusato dell'omicidio del CEO dell'azienda di assicurazioni UnitedHealthcare Brian Thompson ucciso nel 2024.

Per questo Mark Anderson, un 36enne del Minnesota, è stato arrestato. Secondo quanto riportano le carte del caso, citate dai media statunitensi, Anderson ha detto agli agenti della prigione di essere in possesso di alcuni documenti "firmati da un giudice" che autorizzavano la liberazione di Mangione.

Quando i poliziotti gli hanno chiesto di presentarli, il 36enne ha invece dato la sua patente e ha sostenuto di avere con sé delle armi. Nel suo zaino, successivamente perquisito, conteneva all'interno un forchettone da barbecue e una rotella tagliapizza.

Gli oggetti trovati nello zaino di Mark Anderson (Foto US District Court for the Eastern District of New York).
Gli oggetti trovati nello zaino di Mark Anderson (Foto US District Court for the Eastern District of New York).

Non è chiaro quale legame abbia il 36enne con Mangione o se tra i due ce ne sia effettivamente uno. Anderson, con l'accusa di essersi finto un funzionario del governo degli Stati Uniti, nel pomeriggio di giovedì prossimo dovrà presentarsi davanti al tribunale federale di Brooklyn.

Qualche ora prima del goffo tentativo del 36enne l'ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan aveva inviato una lettera al giudice che si occupa del caso, Gregory Carro, per sollecitarlo a fissare l'inizio del processo statale al 1° luglio.

La giudice, Margaret Garnett, titolare del procedimento federale contro Mangione, dovrebbe pronunciarsi a breve sulla possibilità per l’accusa di chiedere la pena di morte e sull’ammissibilità di alcune prove a suo carico.

La scorsa settimana Garnett ha fissato la data per la selezione della giuria nel procedimento federale, che sarà l’8 settembre prossimo, mentre il resto del processo dovrebbe svolgersi a ottobre o a gennaio, a seconda del fatto che autorizzi o meno i procuratori a chiedere la pena di morte.

Mangione si è dichiarato non colpevole in entrambi i procedimenti, sia quello statale che federale.

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