“Sette aghi e un’ora per tentare di ucciderla”, il disastro dell’esecuzione di Christa Pike: in condizioni critiche

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Gli incaricati dell’esecuzione della pena di morte non riuscivano a trovare un accesso venoso. La donna lamentava dolori al braccio ed era sveglia anche dopo la seconda iniezione. “Un disastro” lo ha definito anche la madre della ragazza uccisa da Christa Pike.

Ben sette aghi nel braccio per cercare di prendere la vena, tra i quali uno piegato, e poi due iniezioni letali dolorose mentre la condannata a morte Christa Pike “era sveglia, muoveva la testa, muoveva i piedi” e infine si è addormentata russando rumorosamente. È la terribile sequenza della fallita esecuzione dell'unica donna condannata alla pena capitale nello Stato del Tennessee avvenuta mercoledì sera alla presenza della stessa madre della vittima della condannata a morte che ha definito il tutto “un disastro".

“Il team incaricato dell'esecuzione ha tentato per oltre un'ora di inserire una flebo. Ho contato almeno sette aghi usati solo nel suo braccio sinistro, uno dei quali sembrava piegato quando è stato estratto dal braccio dopo un tentativo fallito” ha raccontato il legale di Christa Pike, condonata a morte nel 1996 per un omicidio commesso l'anno prima, quando aveva 18 anni, quando torturò e uccise la diciannovenne Colleen Slemmer insieme al suo fidanzato.

“Il braccio era diventato viola dopo la seconda dose di pentobarbital”, un sedativo utilizzato nel protocollo di esecuzione, e “anche dopo che era stata somministrata la seconda dose letale era chiaro che la signora Pike respirava ancora e hanno chiuso la tenda” ha aggiunto l’avvocato che ora teme danni cerebrali per la sua assistita. Dopo il doppio fallito tentativo di iniezione letale, infatti la donna è sopravvissuta ed è stata trasportata in ospedale dove però è stata ricoverata in condizioni critiche.

“Ho assistito a tutta la scena. Era sveglia. Rideva. Muoveva la testa, muoveva i piedi. Cercava di mettersi seduta”, ha rivelato la madre della vittima di Pike. “Sono ossessionato da quanto ho visto. Nessuno sapeva cosa stesse succedendo dietro quella tenda. Non abbiamo idea di se e quando il personale medico abbia iniziato a prestare soccorso” ha detto il legale. Altre testimonianze hanno raccontato che la donna ha urlato: "Fa male, sento che il mio braccio sta per esplodere". Secondo tutti i presenti, la donna ha continuato a russare, gemere e muoversi anche dopo che si presumeva che i farmaci avessero fatto effetto.

Una dinamica che, secondo gli esperti, lascia ipotizzare che il farmaco non sia stato iniettato nel sangue ma sia finito nei tessuti circostanti a causa di un'iniezione errata. “Non è stata solo una esecuzione inefficace ma è stata crudele e straziante" ha detto l’avvocato.

Definendo l'accaduto "profondamente inquietante", il governatore del Tennessee, Bill Lee, ha sospeso tutte le esecuzioni e ordinato un'indagine indipendente dichiarando che l'inchiesta sulla fallita esecuzione di Pike "sarà approfondita", aggiungendo però che "ci vorrà del tempo”.

Il Dipartimento penitenziario del Tennessee, che si è occupato dell'esecuzione, però si difende e afferma di aver "seguito ogni fase del protocollo di esecuzione legale stabilito dallo Stato e approvato dall'ufficio del procuratore generale". "La sostanza chimica utilizzata per l'iniezione letale, secondo il protocollo, si è dimostrata costantemente efficace e il protocollo non prevede procedure aggiuntive rispetto a quelle effettuate questa sera" si legge in una nota.

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