Uno dei sostenitori del presidente Usa Donald Trump, che è stato arrestato dopo gli scontri a Capitol Hill dello scorso 6 gennaio, è morto suicida nella sua casa ad Alpharetta, Georgia. A trovare il corpo senza vita di Christopher Stanton Georgia, bancario di 53 anni, nel seminterrato dell'abitazione è stata la moglie, che ha immediatamente chiamato i soccorsi urlando al telefono: "C'è sangue ovunque, aiutatemi". Come riporta il Daily Mail, che ha potuto visionare le carte relative al caso, l'uomo si sarebbe ucciso con un colpo di arma da fuoco al petto. La polizia ha poi confermato lunedì quanto successo, dopo le analisi compiute dal Fulton County Medical Examiner. Gli inquirenti hanno anche rimosso due fucili SKS semiautomatici dalla casa della vittima.

Christopher Stanton Georgia era stato arrestato subito dopo l'assalto alla sede del Campidoglio, dove si trovano Camera e Senato degli Stati Uniti, a Washington Dc. Georgia non è stato fermato per aver preso parte direttamente alle proteste all'interno dell'edificio, ma più tardi in serata, per non aver rispettato il coprifuoco imposto dal sindaco Muriel Bowser a causa delle proteste. Le circostanze del decesso al momento non sono chiare, ma è in corso un'inchiesta per cercare di ricostruire la dinamica di quanto successo. Il Dipartimento di polizia di Alpharetta, contatto dalla stampa non ha ancora fornito ulteriori informazioni al riguardo.

Quel che certo è che gli scontri del 6 gennaio nella Capitale a stelle e strisce stanno segnando notevolmente la storia americana degli ultimi anni. Finora, almeno 82 persone sono state arrestate e più di 55 sono state incriminate per l'insurrezione, nata per protestare contro la ratifica della vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali Usa. Cinque, invece sono le vittime. Una manifestate, Ashli Babbitt, è stata uccisa mentre cercava di arrampicarsi attraverso una finestra in frantumi di una porta barricata vicino alla Camera. Altri rivoltosi sono morti per "emergenze mediche" e un ufficiale, Brian Sicknick, è deceduto "per le ferite riportate" mentre rispondeva all'attacco.