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Sale sull’aereo sbagliato: doveva andare in Nicaragua, passeggero si ritrova a 13000km di distanza

Víctor Calderón, partito da Los Angeles per Managua con scalo a Houston, sarebbe dovuto arrivare in Centro America ma si è ritrovato incredibilmente in Asia. Un portavoce della United Airlines ha confermato l’incidente.
A cura di Biagio Chiariello
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Partito per il Nicaragua con scalo a Houston, il signor Víctor Calderón si è ritrovato a Tokyo, senza capire subito cosa fosse successo. Il passeggero della United Airlines aveva in programma di volare da Los Angeles a Managua, con una breve sosta nello Stato del Texas, ma a metà viaggio ha capito che qualcosa non andava. “Perché il volo per Houston dura sei ore?”, ha chiesto a un assistente di volo. La risposta l’ha lasciato di stucco: l’aereo stava invece dirigendosi verso l’aeroporto di Haneda. In Giappone.

Un portavoce della United Airlines ha confermato l’incidente a Fox News Digital, spiegando che la compagnia ha contattato l’aeroporto per capire come fosse successo, si è scusata direttamente con il cliente e ha offerto rimborsi e crediti di viaggio.

Bloccato a bordo, Víctor ha dovuto trascorrere due notti in hotel mentre la compagnia organizzava il ritorno a Los Angeles. Solo allora ha potuto riprendere il viaggio verso il Nicaragua, arrivando con 48 ore di ritardo rispetto al piano iniziale.

La United aveva inizialmente offerto un bonus di 300 dollari a fronte del biglietto da 655, ma tra soggiorni in hotel e nuovi acquisti di vestiti Víctor ha presentato ricevute e scontrini per un totale di 1.095 dollari. Dopo essersi rivolto ai media in lingua spagnola, la compagnia ha aumentato l’offerta, arrivando a 1.000 dollari in crediti di viaggio.

L’episodio ha subito fatto il giro dei social, soprattutto su Reddit nel forum “r/unitedairlines”. Tra i commenti, qualcuno ironizzava: “Se dopo sei ore non sei arrivato a Houston, qualcosa non va… ma andare in Giappone per sbaglio non sarebbe male.”

Altri hanno sottolineato come la confusione possa derivare da più gate collegati alla stessa area o da barriere linguistiche, con annunci di destinazione talvolta limitati a un solo passaggio prima della chiusura dell’imbarco. Un utente ha ricordato: “Da bambino avevo paura che potesse succedere… viaggiavo già a quell’età e controllavo sempre la mappa del volo sullo schermo per assicurarmi di andare nella destinazione corretta.”

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