Decine di migliaia di morti sono "inevitabili" a causa della seconda ondata di infezioni da coronavirus nel Regno Unito: ad annunciare il drammatico scenario che attende gli inglesi nei prossimi mesi è stato ieri il professor John Edmunds, epidemiologo e docente della London School of Hygiene & Tropical Medicine, spiegando che senza nuove e più severe restrizioni non ci sarà modo di evitare un numero di decessi superiore alla prima ondata iniziata a marzo.

Intervenuto ieri presso la Camera dei Comuni Edmunds ha avvisato i membri della commissione scienza e tecnologia che "siamo già al punto, o ci stiamo avvicinando al punto, in cui il servizio sanitario sarà messo a dura prova. Anche se riuscissimo a fermare subito tutto i ricoveri continuerebbero ad aumentare per i prossimi 10 giorni, due settimane". L'epidemiologo ha comunque riconosciuto che se non fossero state varate le recenti nuove misure restrittive il virus avrebbe raggiunto il picco nell'Inghilterra nordoccidentale nelle prossime quattro-sei settimane, mentre il resto del paese avrebbe dovuto affrontare "un numero molto alto di casi" intorno a Natale e Capodanno. Da quando il primo ministro, Boris Johnson, ha ammesso che il paese era nel pieno della seconda ondata di infezioni da coronavirus, il 18 settembre, nel Regno Unito sono stati registrati 2.191 morti, 1.903 dei quali solo in Inghilterra.

I consulenti del governo avevano suggerito un nuovo lockdown totale

Il 21 settembre i membri del SAGE (Scientific Advisory Group for Emergencies) – ovvero i consulenti scientifici del governo – avevano suggerito al premier Johnson un nuovo lockdown totale  per contenere i contagi di coronavirus: alla luce dell'andamento delle infezioni nel Regno Unito gli scienziati consigliarono all'esecutivo di considerare una chiusura totale di tutte le attività per 14 o 21 giorni; il nuovo lockdown avrebbe avuto "un'efficacia simile a quella del blocco nazionale della scorsa primavera" portando il tasso di contagiosità RT sotto a 1, anche se per un periodo di tempo probabilmente limitato. In un documento pubblicato la scorsa settimana sul sito del governo si possono leggete le indicazioni fornite dal SAGE a Johnson e ai suoi collaboratori: "I modelli matematici suggeriscono che una chiusura di 14 giorni o 21 giorni ad ottobre potrebbe ritardare l'epidemia di 28 giorni e ridurre significativamente il numero di infezioni a dicembre".