Dopo 36 anni dalla scomparsa della piccola Jonelle Mathews, in Colorado, la polizia ha arrestato un uomo con l'accusa di sequestro e omicidio. Il sospettato è Steve Dana Pankey, 33 anni all'epoca dei fatti, oggi 69. Pankey è accusato di aver ucciso la ragazzina lo stesso giorno della scomparsa, il 20 dicembre del 1984, sparandole alla testa. L'arresto di oggi ha fatto luce su un mistero durato 36 anni e che ha visto vittime di infondate accuse anche i genitori della piccola, Jim e Gloria, che l'avevano adottata da piccola. Per tutti questi anni sono stati creduti responsabile della scomparsa della ragazzina.

Il rapimento della piccola Jonelle

I fatti risalgono al 20 dicembre del 1984, quando la piccola Jonelle si è esibita per l'ultima volta nella recita di Natale. Era viva e stava bene quando il papà della sua compagna di scuola l'ha accompagnata a casa a Greeley, dove viveva con la famiglia. Dopo il suo arrivo, la piccola Jonelle è scomparsa. La sua sparizione ha subito destato sconcerto nella piccola comunità del paesino rurale. Molte famiglie erano abituate e tenere le porte di casa aperte e a lasciare liberi i figli di giocare in cortile anche dopo il tramonto. "Credevamo di poterci fidare dei nostri vicini" dicono alla stampa all'indomani della scomparsa della piccola.

L'appello del presidente Ronald Reagan

Il caso attira l'interesse dei media, tanto che il 7 marzo 1985 l'allora presidente Ronald Reagan interviene pubblicamente per fare un appello ai sequestratori di Jonelle Matthews. Dopo i primi anni di popolarità il caso finisce i archivio e la vita a Greeley riprende a scorrere come se niente fosse mai accaduto. Poi, un giorno, 35 anni dopo, degli operai al lavoro in un giacimento di petrolio e gas nella contea rurale di Weld, fanno un macabro ritrovamento: sono i resti della piccola Jonelle. A poco più di un anno dalla scoperta, la polizia arresta Steve Pankey, all'epoca giovane pastore nella chiesa frequentata dalla famiglia Matthews che viveva a sole due miglia di distanza dalla casa in cui Pankey viveva con quella che all'epoca era sua moglie.

Steve Pankey, il pastore accusato di stupri e molestie

Trasferitosi a Greeley nel 1973, nel 1977, a 26 anni, Pankey era stato accusato dello stupro di una donna di 23 anni, con la quale era in corso una frequentazione. Pankey si difende, afferma che che il sesso era consensuale e l'accusa cade. Nonostante questo scabroso precedente, Pankey diventa ministro  alla ‘Sunny View Church of the Nazarene' a Greeley. Nei successivi 20 anni viene accusato nuovamente di reati simili e stato processato più volte, senza incassare condanne. Nel 1987, tre anni dopo la scomparsa della piccola Jonelle, lascia il Colorado per non tornarvi mai più. Nel 2014 e nel 2018 Pankey si è candidato a governatore dell'Idaho, lo stato in cui si era trasferito.