video suggerito
video suggerito

Putin non rinuncia alla Wagner dopo la rivolta, miliziani russi ancora in campo in Africa

Lo ha confermato esplicitamente il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov oggi parlando proprio delle conseguenze della rivolta capeggiata da Prigozhin e poi rientrata. Gli stessi miliziani hanno affermato che la sede del gruppo a San Pietroburgo continua ad “operare normalmente” nonostante gli eventi degli ultimi giorni.
A cura di Antonio Palma
49 CONDIVISIONI
Immagine

Putin non rinuncia al gruppo Wagner nonostante la ribellione della milizia capeggiata dal fondatore Prigozhin sfociata poi nel tentativo di colpo di stato di sabato scorso. Lo ha confermato esplicitamente il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov oggi parlando proprio delle conseguenze della rivolta poi rientrata con il ritorno verso ovest e verso sud dei miliziani. "Il gruppo Wagner "continuerà le sue operazioni in Mali e in Repubblica Centrafricana" ha annunciato infatti Lavrov rispondendo ai giornalisti.

La conferma che la Wagner continua a esistere il fatto che la sede del gruppo a San Pietroburgo continua ad "operare normalmente" nonostante gli eventi degli ultimi giorni. Lo ha annunciato la stessa  l'organizzazione sul suo canale Telegram. "Nonostante gli ultimi eventi, il Centro continua a funzionare normalmente, in conformità con la legislazione della Federazione Russa", ha scritto la Wagner in un comunicato.

Immagine

Alla domanda se gli eventi del 24 giugno in Russia avessero causato il panico tra i partner di Mosca in Africa, il ministro Lavrov ha spiegato: "Oltre ai rapporti col gruppo Wagner, i governi sia della Repubblica centrafricana che del Mali hanno contatti ufficiali attraverso il loro governo con la nostra leadership. Su loro richiesta, diverse centinaia di militari lavorano nella Repubblica centrafricana come istruttori – questo lavoro, ovviamente, continuerà"

"Si tratta di due Paesi  il cui governo ha richiesto ufficialmente alla Wagner l'intervento per garantire la sicurezza in una fase in cui entrambi sono stati semplicemente abbandonati dai francesi e da altri europei", pertanto, ha osservato Lavrov "non ho visto alcun panico, non ho visto alcun cambiamento nelle relazioni tra i paesi africani interessati e la Federazione Russa".

Immagine

"La rivolta Wagner non creerà problemi con i nostri amici. Col resto del mondo non mi interessa, francamente. I rapporti dell'Occidente con noi sono stati rovinati di loro iniziativa. Non ci sono rapporti, quindi, un episodio in più o uno episodio in meno, non vedo molta differenza", ha detto poi Lavrov  in un'intervista al canale televisivo RT, spiegando che dagli Usa le fonti diplomatiche si sono subito affrettate a smentire ogni coinvolgimento nelle ore della rivolta anche se ha sostenuto che uno spargimento di sangue avrebbe fatto piacere all'Occidente.

Il destino del gruppo Wagner rimane comunque incerto dopo la cacciate di Prigozhin. Il comunicato che ha interrotto la rivolta recitava che chiunque non avesse partecipato alla ribellione avrebbe firmato con l'esercito regolare mentre per gli altri vi era amnistia. La stessa valida per il leader esiliato in Bielorussia. Qui il capo di Wagner sarebbe già arrivato e visto al Green City Hotel di Minsk. Lo riportano canali Telegram russi e il Kyiv Post che cita media bielorussi. Sul ruolo in Ucraina destino ancora più incerto in una fase in cui i russi sono sulla difensiva. Il gruppo Wagner infatti si era ritirato dalla prima linea dopo essersi dissanguato a Bakmut ma inizialmente l'intenzione era quella di tornare in linea nelle prossime settimane.

49 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views