Martin Tobin, esperto in medicina e dottore in un reparto di Terapia intensiva ha fatto sapere che non è stato il Fentanil a uccidere George Floyd. Nel corso del processo riguardante la morte dell'afroamericano assassinato da un poliziotto durante l'arresto, è stata analizzata nuovamente la testi difensiva dei legali di Chauvin. Floyd, secondo quanto sostengono gli avvocati, sarebbe morto a causa del Fentanil, farmaco analgesico oppioide sintetico.

Non è stata overdose

Floyd, sottoposto ad autopsia poco tempo dopo l'arresto, avrebbe assunto il medicinale poco prima di essere arrestato. Per gli esperti, però, l'afroamericano è deceduto esclusivamente per gli effetti del ginocchio premuto sul collo per 8 minuti di fila. "Anche una persona in condizioni di salute perfette sarebbe morta" ha spiegato il medico in aula. Secondo gli esperti, infatti, il medicinale avrebbe potuto rallentarne leggermente la respirazione, ma chi va in overdose non è consapevole di ricevere poco ossigeno e sembra essere assonnato. Floyd ha lamentato subito che stava soffocando, dimostrandosi assolutamente vigile. La sua capacità di respirazione era gravemente compromessa anche dalla costrizione contro l'asfalto, combinata al peso del poliziotto contro di lui.

L'ipotesi di una malattia cardiaca

Altra tesi della difesa è che Floyd fosse già compromesso da una malattia cardiaca e che la combinazione con il medicinale sia stata letale.I medici in aula hanno però smentito: se Floyd avesse avuto problemi di cuore in quel momento, avrebbe lamentato dolore al petto e non mancanza di ossigeno. La frequenza respiratoria, visto il battito accelerato, sarebbe stata molto rapida. Secondo i medici, il medicinale era stato metabolizzato: non vi sarebbe stata quindi nessuna overdose. I legali di Chauvin continuano a sostenere che la resistenza all'arresto avrebbe reso necessaria la misura per bloccarlo, a dispetto dell'evidenza delle immagini fino ad ora rese pubbliche che non mostrano alcun particolare tentativo di evitare l'ammanettamento con la forza.