Prete abusa di un bambino disabile in sedia a rotelle: “Ha usato la scusa dei videogiochi e di suonare la chitarra”

Avrebbe stuprato un bambino di 10 anni affetto da disabilità mentale e fisica sfruttando il suo ruolo di prete ed entrando nella sua vita dopo un lutto del giovane. È la ricostruzione che le autorità fanno della vicenda del 64enne Mark Francis Ford al tempo in cui era in servizio come prete cattolico a New Orleans.
L'uomo ha lasciato la tonaca nel 2007, ma i fatti risalgono al 2004 quando era responsabile di un programma della chiesa per giovani disabili di età compresa tra i 10 e i 14 anni, proprio attraverso questo avrebbe conosciuto la sua vittima.
Secondo le autorità che lo hanno arrestato e trattenuto in carcere per cinque mesi senza possibilità di uscire su cauzione, Ford avrebbe circuito il bimbo e carpito la sua fiducia sfruttando due gravi lutti che lo avevano appena colpito. In questo modo era riuscito a entrare nella sua vita incarnando il ruolo di mentore e amico. Tutto era iniziato con la morte della nonna e subito dopo del padre del bimbo, due perdite che lo avevano reso vulnerabile e che avevano permesso a Ford di frequentare la sua casa, prima per giocare ai videogiochi e poi per suonare la chitarra.
Successivamente, con una modalità molto comune tra i predatori sessuali, aveva iniziato a mostrare al piccolo filmati pornografici. In seguito è scattata la violenza vera e propria. Dopo le violenze sono iniziate le minacce: Ford gli ha detto che nessuno gli avrebbe mai creduto, a cominciare dalla sua stessa famiglia.
Oggi la sua vittima non è più un bambino, ma per la legge è ancora considerato un minore a causa dei suoi problemi: ha 31 anni e soffre di una patologia degenerativa del midollo spinale che lo costringe in sedia a rotelle, e oltre a questo è anche affetto da autismo.
Oggi sulla testa di Ford pende una lunga serie di capi d'imputazione: stupro aggravato di minore; stupro di persona affetta da disabilità fisica che impedisce la resistenza; molestie; rapimento.
L'arresto è avvenuto a distanza di decenni dai fatti di cui è accusato perché la vicenda è emersa nell'ambito di una più ampia indagine relativa alle molestie sessuali all'interno dell'arcidiocesi di New Orleans.