Philadelphia, uomo mascherato da bambola assassina spaventa i passanti: “Sei pronta a morire?”
Un uomo con una maschera da bambola in stile Chucky si avvicina ai passanti, li insegue e li minaccia nel centro di Philadelphia. In un caso avrebbe fermato una donna che faceva jogging e, puntandole il cellulare davanti al viso, le avrebbe chiesto: "Sei pronta a morire?". È la scena ripresa dalle telecamere di sorveglianza e al centro delle indagini della polizia, che sta cercando di identificare il responsabile.
Gli episodi sono avvenuti nella mattina del 12 agosto, nell'area intorno al City Hall, nella città della Pennsylvania. Secondo la ricostruzione diffusa dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato intorno alle 5:18, quando il sospetto è stato visto nei pressi dell'incrocio tra 15th e Chestnut Street. Per circa un quarto d'ora avrebbe avvicinato diverse persone, correndo verso di loro nel tentativo di spaventarle o provocarle. In mano aveva un cellulare con la luce accesa e, secondo la polizia, potrebbe aver filmato gli incontri.
La maschera da Chucky e la fuga della jogger
Prima di iniziare a terrorizzare i passanti, l'uomo sarebbe entrato in un Dunkin' della zona. Gli sarebbe stato negato il servizio proprio perché indossava la maschera, descritta dalla polizia come una maschera da Halloween simile a quella di Chucky, il celebre personaggio della saga horror "La bambola assassina". Poco dopo sarebbe tornato in strada e avrebbe ricominciato ad avvicinare le persone.
Tra le persone prese di mira c'era una donna di 40 anni che stava correndo nei pressi del City Hall. Secondo gli investigatori, l'uomo l'avrebbe avvicinata due volte. Durante il secondo incontro le avrebbe puntato il telefono davanti al volto e pronunciato la frase: "Are you ready to die?", "Sei pronta a morire?".
La donna avrebbe quindi iniziato a correre, urlando per chiedere aiuto, mentre il sospetto la seguiva. Durante la fuga è inciampata, riportando una ferita a una gamba. Le immagini delle telecamere hanno permesso alla polizia di ricostruire parte dell'inseguimento.
Ma la jogger non sarebbe stata l'unica persona coinvolta. Gli investigatori parlano di almeno sei persone avvicinate o inseguite nell'arco di quei pochi minuti, anche se al momento soltanto la donna avrebbe formalmente denunciato l'accaduto. Tra gli episodi ricostruiti c'è anche quello di un uomo con un giubbotto catarifrangente, inseguito dal sospetto senza però essere raggiunto, come riporta NBC Philadelphia.
"Volete fare una gara con me?"
A raccontare un altro incontro è stata Luanda Marinho, che si trovava nella zona per andare a correre con un'amica. Prima ancora di iniziare la loro corsa, le due si sarebbero imbattute nell'uomo mascherato.
"Ha iniziato a chiedere: ‘Volete fare una gara con me? Scommetto che sono più veloce di voi. Volete correre contro di me?'", ha raccontato Marinho. L'uomo avrebbe ripetuto la domanda più volte, senza ricevere risposta.
"È stato molto strano", ha aggiunto la donna, spiegando che dopo quanto accaduto lei e l'amica stanno valutando di cambiare il percorso delle loro corse. "Sembrava una specie di gioco contorto".
Un'altra donna, Jameka Egan, ha invece raccontato a 6abc Philadelphia di essere intervenuta dopo aver visto il sospetto avvicinarsi alla jogger. Quando si è accorta che l'uomo la stava seguendo, ha cercato di attirare l'attenzione della donna e poi si è rivolta direttamente al sospetto. Secondo il suo racconto, lo avrebbe infine colpito con un calcio al petto.
La polizia cerca il sospetto: "Potrebbe aver filmato tutto"
Gli investigatori stanno ora cercando di dare un'identità all'uomo. La descrizione diffusa dalla polizia parla di un giovane di colore, tra i 16 e i 20 anni, alto circa un metro e 73 e dalla corporatura esile. Al momento degli episodi indossava abiti scuri, la maschera da bambola con capelli neri e uno zaino a tracolla con motivo a quadri blu e neri.
Dopo l'ultimo episodio documentato, il sospetto sarebbe entrato nella stazione della metropolitana di Suburban Station. La polizia invita chiunque abbia informazioni a contattare gli investigatori e raccomanda ai cittadini di non avvicinarlo direttamente.
Resta da chiarire anche il motivo del comportamento. Il fatto che l'uomo avesse con sé un cellulare acceso e sembrasse riprendere gli incontri ha portato gli investigatori a valutare anche l'ipotesi di un comportamento legato ai social network. Per ora, però, non ci sono elementi sufficienti per stabilire che gli episodi facessero parte di una challenge online.
Se identificato, il sospetto potrebbe essere accusato, tra gli altri reati, di minacce terroristiche, aggressione semplice, molestie e altri reati collegati agli episodi.