L'Europa rallenta nella lotta contro il Covid 19, stretta tra diffidenza e criticità. Ai già noti problemi di approvvigionamento e distribuzione si aggiunge anche lo scetticismo di una parte della popolazione verso i vaccini. Sono soprattutto le dosi di AstraZeneca/Oxford che stanno creando dubbi tra le persone, dopo che vari Paesi hanno deciso di non seguire le indicazioni dell'Ema e hanno ridotto le fasce di età per cui sono suggerite le iniezioni.

Milioni di dosi del vaccino Astrazeneca inutilizzate

Come si legge in un approfondimento del Financial Times, in Francia questo vaccino è somministrato alle persone di età compresa tra 50 e 64 anni con altre patologie e agli operatori sanitari, mentre la Spagna ha suggerito di non utilizzarla su persone di età superiore ai 55 anni. Germania e Italia stanno dando Astrazeneca a tutti coloro che hanno meno di 65 anni. Un dato che, insieme a quello degli effetti collaterali, che non sarebbero mai gravi e non durano mai più di alcuni giorni, sta facendo crescere la diffidenza al punto che diverse persone a cui è stato detto che sarà somministrato loro il siero dell'azienda biofarmaceutica anglo-svedese non si sarebbero presentate agli appuntamenti con la vaccinazione. E così le confezioni restano giacenti. La Francia aveva utilizzato fino a venerdì scorso solo il 16% degli 1,1 milioni di dosi del vaccino ricevute all'inizio di febbraio, la Germania poco più di un quinto degli 1,45 milioni di dosi, circa la stessa quota dell'Italia, dove sono arrivate oltre 1 milione di dosi. La Spagna ha adoperato poco meno di un terzo di un totale di 808mila dosi fino a venerdì.

Il Regno Unito è avanti

La cancelliera Angela Merkel ha ammesso che c'è "un problema di accettazione con il vaccino AstraZeneca al momento". Un problema che sarebbero però da attribuire anche alle misure imposte da Berlino, con la stessa cancelliera che ha rifiutato di farsi vaccinare in diretta, in quanto ha 66 anni. In Germania infatti le dosi dell'Università di Oxford sono prescritte agli under 65 anni, ma molti speravano che avrebbe fatto da modello per far accresce la fiducia che nel Paese teutonico verso queste iniezioni è bassissima. Il risultato è che in Regno Unito la campagna di vaccinazione procede a un ritmo cinque volte superiore di quello degli Stati dell'Unione Europea. Secondo Our World in Data l'Ue ha vaccinato solo 6,82 persone ogni 100, una percentuale davvero risicata rispetto alle 28,6 in UK, 20,4 negli USA e addirittura 91 in Israele.

Le perplessità della Francia

Il vaccino Oxford/AstraZeneca hanno un'efficacia comprovata tra il 62 e il 70 per cento, in rapporto all'oltre il 90 per cento di Moderna e Pfizer (con questi ultimi però molto più costosi e difficili da trasportare e conservare). "Non ho nulla contro il vaccino AstraZeneca", ha detto Jérôme Marty, leader di un sindacato dei medici francesi, aggiungendo però che "gli operatori sanitari sono spesso esposti a elevate cariche virali in ospedale, quindi hanno bisogno dei vaccini più efficaci che abbiamo". La Francia è uno dei Paesi che ha dimostrato maggiori dubbi  contro questi sieri e in cui difesa è sceso in campo anche il principale consulente del governo, il dottor Alain Fischer. "Per ragioni che trovo profondamente ingiuste, questo vaccino ha ricevuto una pubblicità sulla stampa relativamente negativa in Francia", ha detto l'immunologo, garantendo invece che le iniezioni “sono efficace e sono sicure e dovrebbero essere usate senza pensarci due volte e senza indugio". Anche il presidente Emmanuel Macron ha abbandonato le proprie perplessità iniziali. "Alla luce degli ultimi studi scientifici, l'efficacia del vaccino AstraZeneca è stata dimostrata", ha insistito al Consiglio europeo, garantendo che "se mi verrà offerto questo vaccino lo farò sicuramente".