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Covid 19
2 Maggio 2022
09:53

Per Bill Gates il peggio della pandemia deve ancora arrivare: “C’è il rischio variante letale”

Il miliardario filantropo lancia l’allarme: “C’è il rischio che questa pandemia generi una variante del virus ancora più trasmissiva e ancora più fatale”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Il peggio della pandemia di Covid deve ancora venire. Mentre la stragrande maggioranza dei Paesi del mondo – Italia compresa – cancella le restrizioni contro il Covid dopo oltre due anni di pandemia, Bill Gates lancia un messaggio più che inquietante: "C'è il rischio che questa pandemia generi una variante del virus ancora più trasmissiva e ancora più fatale", ha detto l'imprenditore miliardario e filantropo in un'intervista al Financial Times. "Non è uno scenario probabile – ha poi precisato – non voglio essere una voce di sventura, ma il rischio che il peggio di questa pandemia debba ancora venire è ben oltre il 5%".

L'allarme lanciato da Gates riguarda non solo l'approccio attuale a questa pandemia, ma più in generale l'atteggiamento globale nei confronti dei virus. Già nel 2015 aveva avvisato che il mondo non sarebbe stato pronto alla prossima epidemia. Perciò ha chiesto attenzione ora che l'agenda politica mondiale si è spostata in Ucraina. Per il filantropo basterebbe un investimento da un miliardo di dollari per riunire un gruppo di esperti guidati dall'Organizzazione mondiale della sanità e prevenire la prossima pandemia.

"Il finanziamento attuale che arriva all'Oms per la prevenzione delle pandemie non è sufficiente", ha spiegato ancora Gates. Il miliardo da investire sarebbe "un piccolo costo rispetto al beneficio". Il filantropo ha poi sottolineato che "l'Oms ha meno di dieci persone che lavorano a tempo pieno sulla prevenzione delle pandemie". L'investimento di cui parla Gates prevedrebbe la formazione di un team di esperti internazionali, a partire da un pool di epidemiologi, che dovrebbe vigilare per identificare rapidamente eventuali minacce sanitarie globali. Inoltre servirebbe anche a migliorare il coordinamento tra i Paesi, il che all'inizio della pandemia di Covid è stato un grande limite.

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