Giorno dopo giorno torna la paura in Cina per il Coronavirus. Dopo le varie restrizioni adottate nella provincia dell’Hebei, più di mezzo milione di persone sono tornate in lockdown a Pechino per i timori di un focolaio di Covid-19. Un nuovo lockdown necessario secondo le autorità locali per arginare i rischi nella capitale e anche in vista della festività del Capodanno lunare che parte dal 12 febbraio. Tutti i villaggi rurali nel distretto di Shunyi, alla periferia nord e vicino all'aeroporto, sono bloccati per almeno tre giorni, fino al completamento del nuovo ciclo di test di massa. A presentare il piano è stato Zhi Xianwei, funzionario della municipalità, che ha riferito che 518.000 residenti su un totale di 1,2 milioni non saranno autorizzati a lasciare i villaggi fino al completamento dei test per il Coronavirus.

Nuovo allarme Coronavirus in Cina

Ieri la Cina ha registrato 103 nuovi casi di Covid-19, per la prima volta in oltre cinque mesi una crescita di contagi a tre cifre. In base ai dati della Commissione sanitaria nazionale, 85 sono le infezioni trasmesse localmente, di cui 82 nella provincia di Hebei, alle porte di Pechino. Almeno sei province e città – Pechino, Jiangsu, Zhejiang, Tianjin, Hubei e Hunan – hanno inviato team di medici ed esperti per fronteggiare il focolaio nell'Hebei, riferito soprattutto al capoluogo Shijiazhuang e alla città di Xingtai.

Esperti dell'Oms in Cina da giovedì

Intanto dal 14 gennaio il team di esperti dell'Oms sarà in Cina al fine di accertare le origini del Coronavirus. Lo ha riferito la Commissione sanitaria nazionale di Pechino che ha spiegato che il team internazionale di 10 esperti "condurrà ricerche congiunte in cooperazione sulle origini del Covid-19 insieme agli scienziati cinesi".