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Coronavirus
11 Luglio 2021
13:15

Paziente non vaccinata muore per covid, contagiata da doppia variante: primo caso accertato

Il caso riportato in un studio presentato al Congresso europeo sulla microbiologia clinica e le malattie infettive. Secondo quanto ricostruito dai ricercatori, la paziente di 90 anni era stata ricoverata in ospedale per una caduta ma è risultata positiva a due ceppi del virus e si è aggravata in pochissimi giorni.
A cura di Antonio Palma
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In assenza di vaccino contro il coronavirus, è risultata positiva al covid -19 ed è morta pochi giorni dopo a causa di gravi sintomi respiratori, dall’esame dei suoi tamponi però è emersa l’incredibile scoperta: la donna è risultata contagiata contemporaneamente da due varianti, la Alfa (britannica) e la Beta (sudafricana). Si tratta del primo caso accertato di contagio da doppia variante, come riporta il lavoro di un gruppo di studiosi che sarà presentato al Congresso Europeo della Clinical Microbiology & Infectious Diseases (ECCMID). Il contagio e la morte della donna, infatti risalgono al marzo scorso quando la donna è stata ricoverata nell’ospedale belga OLV Hospital presso Aalst.

Secondo quanto ricostruito dai ricercatori, la paziente di 90 anni era stata ricoverata in ospedale per una caduta ma pochi giorni dopo era peggiorata drasticamente sviluppando gravi sintomi respiratori che poi l’hanno portata alla morte. I test di laboratorio sui campioni prelevati quando è stata ricoverata hanno rivelato che aveva il Covid-19, causato da due diverse versioni mutate del virus pandemico, la Alfa e la Beta, identificate per la prima volta nel Regno Unito e in Sudafrica e considerate “varianti preoccupanti”

Gli esperti ritengono che abbia contratto le infezioni da due persone diverse che sono entrate in contatto con lei. “Entrambe queste varianti già circolavano in Belgio all'epoca, quindi è probabile che la donna sia stata infettata contemporaneamente con virus diversi provenienti da due persone diverse. Sfortunatamente, non sappiamo come sia stata contagiata. "Era una signora che viveva da sola, ma vedeva molte persone in quanto aveva aiutanti che venivano a prendersi cura di lei tutti i giorni” ha spiegato la ricercatrice capo del report, la dottoressa Anne Vankeerberghen, aggiungendo: “È difficile dire se la coinfezione delle due varianti abbia avuto un ruolo nel rapido peggioramento della paziente". “Comunque il verificarsi di questi casi a livello mondiale è un evento probabilmente sottostimato a causa del limitato ricorso a test per identificare le varianti e a causa della mancanza di un modo semplice di identificare le co-infezioni con il sequenziamento dell'intero genoma" ha concluso la ricercatrice

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