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Papa Leone incontra a Istanbul il papà di Mattia Minguzzi ucciso in Turchia. Lo chef: “Avevo la pelle d’oca”

Papa Leone XIV ha incontrato oggi a Istanbul, dove si trovava come tappa del suo viaggio apostolico, Andrea Minguzzi, chef italiano e padre di Mattia Ahmet, il 14enne italo turco ucciso quest’anno durante un accoltellamento: “Ho cominciato ad avere un po’ la pelle d’oca, è stato molto emozionante”.
A cura di Ida Artiaco
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"Ho cominciato ad avere un po' la pelle d'oca, è stato molto emozionante, ieri notte (prima dell'incontro) non ho dormito. Sono riuscito a parlare con il Papa, che era al corrente della nostra storia, era stato informato sul nostro dossier". A parlare è Andrea Minguzzi, chef italiano e padre di Mattia Ahmet, il 14enne italo turco ucciso quest'anno a Istanbul durante un accoltellamento subito in un mercato da parte di alcuni adolescenti, che oggi ha incontrato Papa Leone XIV nella città sul Bosforo dove il Pontefice ha fatto tappa nel corso del suo viaggio apostolico prima di partire alla volta del Libano.

"È stato molto carino, gli ho chiesto di pregare per la nostra missione di fratellanza, perché noi continueremo con la nostra volontà di salvare altri bambini, di tenere accesa la luce di Mattia e gli ho chiesto una benedizione per me e per la nostra famiglia", ha detto ancora Minguzzi, poco dopo l'incontro, spiegando che aveva scritto una lettera a Leone XIV, sperando di poterlo incontrare in occasione della sua visita in Turchia. "Oggi ho pianto, ma ho pianto di felicità. È stato Mattia Ahmet a portarmi qui e oggi ho pianto di felicità", ha detto ancora lo chef.

L'omicidio di Mattia Ahmet, morto lo scorso 9 febbraio dopo un ricovero di due settimane e per cui due 15enni sono stati condannati recentemente a 24 anni di reclusione, ha scosso la Turchia e Minguzzi, che vive da anni a Istanbul dove lavora come chief executive chef a Eataly, assieme alla moglie Yasemin Akincilar sta portando avanti da mesi una battaglia per cercare di sensibilizzare la società e il mondo politico rispetto al problema della violenza minorile.

Intanto, il Pontefice è partito alla volta di Beirut. Anche nel Paese dei Cedri, Prevost ha rimarcato che avrebbe portato di un messaggio di pace. Tra circa due ore è previsto l'atterraggio nella Capitale libanese dove arriva dopo la sosta proprio a Istanbul. Il Santo Padre, che ha preso parte alla Divina Liturgia ortodossa nella Chiesa patriarcale di San Giorgio al Fanar, sede del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, in occasione della festa di Sant'Andrea Apostolo, ha anche inviato prima di ripartire un telegramma al presidente turco Recep Tayyip Erdogan: "Nel lasciare il vostro Paese per iniziare il mio viaggio apostolico in Libano, rinnovo i miei più calorosi saluti e auguri e ancora una volta esprimo la mia profonda gratitudine a Vostra Eccellenza, alle autorità e al popolo della Turchia per la cordiale accoglienza e la generosa ospitalità che mi hanno offerto in questi giorni. Garantendo a tutti voi un ricordo costante nelle mie preghiere, invoco sulla nazione le benedizioni divine di armonia fraterna e pace".

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