Appena atterrato a Mosca, Alexei Navalny è stato arrestato dalla polizia russa. Il dissidente è tornato nel suo Paese dopo quasicinque mesi di permanenza in Germania, dopo l’avvelenamento con il Novichok risalente ad agosto, in Siberia. L’atterraggio è avvenuto nello scalo di Mosca di Sheremetyevo e non in quello di Vnukovo, come inizialmente previsto. Una volta arrivato gli agenti hanno invitato Navalny a seguirli al controllo passaporti, dove però non ha potuto seguirlo il suo avvocato. “All'aeroporto di Sheremetyevo di Mosca gli ufficiali del dipartimento operativo del Servizio Penitenziario Federale della Russia (FSIN) hanno fermato Alexei Navalny, che è stato condannato con sospensione condizionale della pena ed è stato inserito nella lista dei ricercati il 29 dicembre 2020 per molteplici violazioni del periodo di prova”, fanno sapere dallo stesso dipartimento.

Navalny, appena arrivato al terminal D dell’aeroporto, scendendo dal bus navetta, ha rilasciato un breve commento ai giornalisti: “Io sono qui e vi posso assicurare di essere felice, questa è casa mia. Tutti mi chiedono: hai paura? No, non ho paura. Passo la dogana con animo tranquillo, poi andrò a casa perché so che ho ragione ed esorto anche voi a non avere paura”. All’aeroporto di Vnukovo, quello dove sarebbe dovuto arrivare l’aereo, si sono radunati dei manifestanti che supportano Navalny: ma la polizia in tenuta anti-sommossa è entrata in aeroporto e ha sgomberato sia i sostenitori che i giornalisti. Molti sostenitori e colleghi di Navalny sono stati fermati dalla polizia mentre aspettavano il dissidente. Fermato anche il fratello di Navalny, Oleg.

Navalny è riuscito solamente a dare un bacio a sua moglie, al controllo dei passaporti, prima di essere portato via dagli agenti. Arriva subito la condanna dell’Ue all’arresto, attraverso le parole del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel: “L'arresto di Alexej Navalny all'arrivo a Mosca è inaccettabile. Chiedo alle autorità russe di rilasciarlo immediatamente”, scrive su Twitter il numero uno del Consiglio Ue.