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La morte di Alexei Navalny

Morto Alexey Navalny, la condanna della politica. Mattarella: “Suo coraggio sarà di richiamo per tutti”

La morte di Alexey Navalny ha portato a dure reazioni e prese di posizione da parte di molti esponenti politici italiani e internazionali. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha immediatamente dichiarato che la morte è stata una decisione di Vladimir Putin, ma anche molti altri hanno dato la responsabilità a Mosca.
A cura di Luca Pons
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Ha suscitato reazioni in tutto il mondo politico la notizia della morte di Alexey Navalny, noto oppositore di Vladimir Putin. Il 47enne era detenuto in carcere dal gennaio del 2021, e si trovava in condizioni particolarmente punitive di isolamento da metà dello scorso dicembre.

Meloni: "Pagina triste, sia fatta chiarezza", Calenda: "A Mosca regime assassino"

"La morte di Alexei Navalny, durante la sua detenzione, è un'altra triste pagina che ammonisce la comunità internazionale. Esprimiamo il nostro sentito cordoglio e ci auguriamo che su questo inquietante evento venga fatta piena chiarezza", ha commentato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Tra i primi esponenti del governo a esprimersi c'è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: "Il governo sarà sempre a fianco di chi lotta per la democrazia, per la libertà di pensiero e per i diritti inalienabili di ogni essere umano. Sono molto colpito dalla morte di Alexey Navalny dopo anni di persecuzione in prigione, ci stringiamo alla sua famiglia e al popolo russo". Tajani ha poi aggiunto: "Dopo anni di detenzione in un regime carcerario non proprio di una democrazia garantista, la Russia perde una voce libera. Mi auguro che sia stata veramente una morte naturale".

La Lega di Matteo Salvini ha diffuso una nota di poche righe per esprimere "profondo cordoglio", definendo la scomparsa di Navalny "sconcertante": "È doveroso venga fatta piena luce".

"È morto un eroe della libertà, che con il coraggio e la coerenza ha tenuto alto il valore della dignità della persona, dei suoi diritti inalienabili, anche nel più duro carcere della Siberia. Un monito per noi. Un esempio per tutti!", ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, commentando la notizia della morte dell'oppositore russo.

"La morte di Aleksei Navalny, il principale oppositore di Putin, è tutta responsabilità del governo russo. Un crimine che non può restare impunito. Imprigionato, avvelenato, torturato: oggi muore un uomo ucciso lentamente da un regime spietato che non ammette voci libere", si legge in una nota la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.

Carlo Calenda, leader di Azione, ha condannato la Russia di Putin: "È un regime assassino e imperialista. La morte di Navalny ne è un'ennesima prova. I putiniani d'Italia sono complici di un assassino". Matteo Renzi ha definito Navalny "il leader coraggioso dell’opposizione russa. La responsabilità di questa tragedia è tutta del governo di Mosca". Enrico Borghi di Italia viva ha aggiunto: "Chiediamo a questo punto alla Lega cosa ne pensa: intende disdettare l'accordo di collaborazione con il partito di Putin sottoscritto nel 2017 e rinnovato nel 2022?".

Anche Matteo Renzi ha scritto un messaggio di cordoglio sui social: "Aleksej Navalny era il leader coraggioso dell'opposizione russa. La sua morte è una ferita alla libertà di tutto il mondo e la responsabilità di questa tragedia è tutta del governo di Mosca. Un pensiero commosso alla famiglia di Navalny". 

"Arriva l'ennesimo atroce atto dell'autocrate russo. Vladimir Putin è un criminale e come tale va trattato", ha scritto sui social il segretario di +Europa Riccardo Magi. I partito alle 16.30 di oggi, 16 febbraio, ha partecipato a un sit-in di protesta davanti all'ambasciata russa a Roma. C'era anche il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, che ha affermato: "La morte di Navalny è un omicidio di Stato, un assassinio del regime putiniano che non tollera il dissenso e lo tratta con il polonio".

Per Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e parlamentare di Avs, "il destino degli avversari di Putin è sempre lo stesso, muoiono in circostanze oscure. Politkovskaja, Litvinenko, Navalny solo per fare qualche nome. Lo abbiamo sempre detto: Putin è il nostro peggior nemico e gli elettori di chi ci andava a braccetto fino a pochi mesi fa dovrebbero iniziare a farsi qualche domanda".

Per il Pd il senatore Walter Verini ha dichiarato: "Alexei Navalny ultima vittima di Putin e di un regime che ammazza dissidenti, giornalisti, da Anna Politkovskaja a tanti altri. Che violenta paesi sovrani come l'Ucraina". Il responsabile Esteri del partito, Peppe Provenzano, ha definito l'accaduto un "assassinio politico". Giuseppe Conte ha scritto in una nota: "All’indomani del drammatico tentativo di avvelenamento, chiesi – da Presidente del Consiglio e a nome di tutta l’Italia – che la Russia facesse chiarezza e fornisse le dovute spiegazioni davanti al mondo intero: una richiesta che anche oggi, anche dopo l’annuncio della morte di Navalny, va ribadita con forza". I parlamentari  M5s delle commissioni Esteri di Camera e Senato hanno chiesto che sia avviata un'indagine indipendente per accertare le cause del decesso.

"La morte di Navalny in una prigione russa fa rabbrividire. Onore al più coerente oppositore del regime di Putin. Il suo coraggio nella lotta per la libertà resta un esempio per tutti", ha detto su X il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni.

Il messaggio del Presidente Mattarella

"Il suo coraggio resterà di richiamo per tutti. Esprimo alla famiglia di Aleksej Navalnyj il cordoglio e la vicinanza della Repubblica italiana", lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio. "Per le sue idee e per il suo desiderio di libertà Navalnyj è stato condannato a una lunga detenzione in condizioni durissime. Un prezzo iniquo e inaccettabile, che riporta alla memoria i tempi più bui della storia. Tempi che speravamo di non dover più rivivere", ha detto ancora il Capo dello Stato.

Zelensky: "Putin uccide sempre, dovrà rendere conto dei suoi crimini"

Anche dalla politica internazionale è arrivata una risposta decisa. Il governo ucraino è intervenuto, prima tramite il capo dell'amministrazione presidenziale Andrei Iermak: "Putin è il male assoluto, che teme ogni concorrenza. Le vite dei russi non contano niente per lui. L'unico linguaggio che capisce è quello della forza". Poi si è espresso Volodymyr Zelensky, che in conferenza stampa a Berlino ha commentato: "Ovviamente è stato ucciso, come migliaia di altri sono stati torturati e portati alla morte da questa singola persona. A Putin non importa chi muore, purché mantenga le sue posizioni". Il presidente russo è "la personificazione di questa guerra, uccide sempre, non si fermerà" e dovrà "rendere conto dei suoi crimini", ha aggiunto Zelensky.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha commentato: "Putin non teme nulla più del dissenso del suo stesso popolo. Un cupo ricordo di cosa sono Putin e il suo regime". Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel ha scritto: "Alexei Navalny ha combattuto per i valori di libertà e democrazia. L'Ue ritiene il regime russo l'unico responsabile di questa tragica morte". Nel 2021 Navalny aveva ricevuto il premio Sakharov del Parlamento europeo per la libertà di pensiero, e la presidente del Parlamento Roberta Metsola oggi ha scritto: "Il mondo ha perso un combattente il cui coraggio riecheggerà per generazioni. La Russia gli ha tolto la libertà e la vita, ma non la dignità". L'alto rappresentante dell'Ue Josep Borrell ha aggiunto: "In attesa di ulteriori informazioni, siamo chiari: questa è solo responsabilità di Putin".

"Sconvolto dalle notizie dei media sulla morte di Alexey Navalny, un uomo molto coraggioso che ha dedicato la sua vita per salvare l'onore della Russia, dando speranza ai democratici e alla società civile. In attesa di ulteriori informazioni, sia chiaro: questa è responsabilità esclusiva di Putin", ha scritto su X l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell.

"Alexei Navalny ha pagato con la vita la sua resistenza a un sistema di oppressione", ha scritto il ministro degli Esteri francese Stephane Sejourné, porgendo le condoglianze della Francia. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha commentato che Navalny "probabilmente ha pagato questo coraggio con la sua vita" ed è un "terribile" segno su cosa sia la Russia, che "da tempo non è una democrazia". Il primo ministro britannico Rishi Sunak ha parlato di Navalny come del "più fiero difensore della democrazia russa".

La portavoce dell'Ufficio delle Nazioni unite per i diritti umani, Liz Throssel, ha dichiarato: "Se qualcuno muore sotto la custodia dello Stato, si presuppone che lo Stato sia responsabile. Una responsabilità che può essere confutata solo attraverso un'indagine imparziale, approfondita e trasparente condotta da un organismo indipendente".

La vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, ha dichiarato in conferenza stampa: "Se confermata, questa è un'ulteriore prova della brutalità di Putin. In qualunque modo siano andate le cose, chiariamo subito: la Russia è responsabile. Stiamo lavorando per avere conferme".

La madre di Navalny: "Lo abbiamo visto lunedì e stava bene"

Lyudmila Navalnaya, madre dell'oppositore politico di Putin, ha detto che suo figlio era "vivo, sano e felice" quando lo ha visto l'ultima volta nella giornata di lunedì. In un post su Facebook riportato da Novaya Gazeta, la madre del dissidente russo ha fatto sapere di non voler ricevere condoglianze. "Lo abbiamo visto in carcere il 12, era vivo, sano e felice". La moglie di Navalny, Yulia Borisovna Nalvalnaja, ha garantito che se la notizia fosse vera, "Putin, il suo entourage, i suoi amici e il suo governo saranno ritenuti responsabili per ciò che hanno fatto alla Russia, alla mia famiglia e a mio marito. Quel giorno arriverà molto presto".

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