Non negava l'esistenza del coronavirus, ma ai suoi fedeli trasmetteva ottimismo e positività e lo scorso maggio, mentre l'Europa era alle prese con la prima ondata di contagi, disse: “In attesa del vaccino abbiamo i pellegrinaggi, il Vaccino di Dio". Il vescovo della chiesa ortodossa serba Amfilohije Radovic aveva così tanta fiducia nella provvidenza che era solito apparire in pubblico senza mascherina in aperta violazione delle linee guida sanitarie, e sostenendo ripetutamente che l'epidemia non sarebbe stata poi così grave come i giornali e le tv raccontavano. Si sbagliava di grosso: il 30 ottobre scorso infatti è morto di Covid-19 e il suo stesso funerale, celebrato pochi giorni dopo al cospetto di migliaia di persone a Podgorica, in Montenegro, si è trasformato in un focolaio.

Tra i contagiati il patriarca Irinej, il 90enne capo della Chiesa ortodossa serba: “È ricoverato in un ospedale a Belgrado – è stato reso noto in un comunicato – È senza sintomi ed è in ottima salute”. Al rito funebre hanno partecipato anche il primo ministro designato del Montenegro Zdravko Krivokapic e il presidente serbo Aleksandar Vucic e si ritiene che decine di  persone abbiano contratto il Covid-19, compreso il successore di Amfilohije, riporta la Bbc, che avrebbe una “lieve polmonite”. Al corteo per dare l'ultimo saluto al vescovo erano presenti migliaia di persone, per lo più sprovviste di mascherine e incuranti del distanziamento fisico: comportamenti decisamente ingenui proprio mentre sia in Serbia che in Montenegro si continua a registrare un forte aumento dei contagi. Amfilohije aveva anche sfidato la norma anti-coronavirus che vieta i raduni pubblici, guidando marce contro la contestata legge sulla proprietà religiosa in Montenegro.