Migranti: naufragio in Grecia, padre costretto a lasciare in mare il corpo del figlioletto
Ennesima naufragio di migranti al largo dell'Isola greca di Kos. Un barca con alcune decine di migranti a bordo, probabilmente partita come le altre dalla Turchia per arrivare in Ue, infatti è affondata nella notte tra mercoledì e giovedì nel Mediterraneo causando la morte di almeno due bambini. A renderlo noto sono state le autorità della Guardia Costiera greca. Secondo le autorità elleniche i due piccoli si erano imbarcati con le loro famiglie in una zona a nord di Kos, nell'Egeo orientale. Il corpo senza vita di uno dei piccoli è stato trovato in mare mentre l'altro risulta ancora disperso. Tra i superstiti del naufragio anche il padre di uno dei piccoli scomparsi, una bambino di appena sei anni, che ha rivelato un particolare agghiacciante della traversata. L'uomo infatti ha confessato ai soccorritori che quando ha visto il natante che imbarcava acqua e stava per affondare ha dovuto lasciare in mare il corpo senza vita del piccolo per poter salvare il resto della famiglia che si trovava a bordo.
Nonostante le continue tragedie in mare non si ferma l'afflusso di migranti attraverso il Mediterraneo. Anche l'Unione europea ha confermato che entro le fine del 2017 altri tre milioni di richiedenti asilo potrebbero arrivare in Europa in fuga dalle guerre. Una stima contenuta nelle previsioni economiche di autunno rese note dalla Commissione europea in cui, tra l'altro, si analizza l'impatto del fenomeno migratorio nell'Ue.