Un altro dolore ha colpito la famiglia Kercher. John, il padre di Meredith, è morto in ospedale tre settimane dopo un episodio misterioso su cui sta indagando la polizia britannica. Aveva 77 anni. Tre settimane fa era stato trovato vicino all’ingresso della sua casa, a Croydon, nella zona sud di Londra, con molte ferite tra cui un braccio e una gamba rotta, ma non ricordava nulla di cosa gli fosse successo. Aveva 77 anni. C'è mistero sulla sua morte racconta "The Sun", quotidiano dove aveva a lungo collaborato.

Forse vittima di una rapina

Un vicino di casa ha spiegato che quel giorno c’era la nebbia, John si trovava in un negozio dall’altra parte della strada. A un tratto la gente è uscita in strada e lui era a terra e non si ricordava niente. La polizia ha parlato di "morte inspiegabile". Il sergente Steve Andrews della polizia di Londra dice: "Nonostante diverse investigazioni fatte, sentiti diversi testimoni, esaminati filmati di telecamere, non siamo stati ancora in grado di capire come si sia ferito. teniamo aperte tutte le ipotesi, compresa quella che sia stato coinvolto in un incidente. Chiunque abbia visto o sappia qualcosa ci contatti". Due le ipotesi al vaglio degli inquirenti: la prima è che Kercher sia stato investito da un’auto che è poi fuggita via, la seconda è che sia rimasto vittima di un tentativo di scippo al culmine del quale è stato trascinato sull'asfalto riportando diverse fratture.

Il delitto di Meredith Kercher

Dal caso del delitto di Perugia, l'unico obiettivo di John Kercher era scoprire cosa fosse successo quella notte a sua figlia e chi l'avesse uccisa. Era il 1 novembre 2007 e quel delitto, dopo aver portato a proesso Amanda Knox e Raffaele Sollecito resta ancora senza colpevoli, eccezion fatta per Rudy Guede, che sta finendo di scontare la pena in carcere dopo la condanna per concorso in omicidio. Ora la battaglia per dare giustizia a Meredith resta affidata alla madre (da cui John era separato) e alla sorella. "Lo abbiamo amato tantissimo e ci mancherà moltissimo", afferma la famiglia in una nota sulla morte di John.

L'ex legale, rimase sconvolto per la figlia

"Il ricordo che ho è quello di un uomo sconvolto dalla morte della figlia, lo ricordo con molto affetto per la sua particolarità. Adesso chiamerò subito sua figlia Stefany". Così l'avvocato Francesco Maresca, che ha assistito la famiglia Kercher in tutte le fasi del processo per l'omicidio della figlia, ricorda John Kercher "Partecipò a tutto il processo in modo assolutamente particolare – prosegue Maresca -, contestò tutto il circo mediatico che si era creato attorno e ne prese le distanze". "Per questo a volte può essere sembrato distaccato dalla vicenda – aggiunge – ma quando è stato esaminato in dibattimento ha dato un ricordo bellissimo di sua figlia".