Libia, Sirte, Stato Islamico

Questa notte la Libyan National Army, guidata dal generale Khalifa Haftar, ha conquistato Gharian, una piccola cittadina a cento chilometri a Sud della capitale Tripoli. Nonostante le truppe della LNA si stessero spostando verso Sud e Ovest da qualche settimana, è stato ieri pomeriggio che la situazione è precipitata. Mentre Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu, arrivava in Libia, il primo ministro Fayez Serraj dichiarava lo stato di emergenza nella capitale perché poche ore prima l’esercito guidato dal generale Haftar aveva annunciato che avrebbe spostato ancora le truppe da Sud, salendo verso la capitale per "liberare Tripoli dal terrorismo". Un video che accompagnava la notizia mostrava una colonna di centinaia di veicoli armati che si muovevano lungo una strada non identificabile, né per quanto riguarda la posizione né tantomeno la direzione.

La reazione del Governo libico è stata altrettanto forte, con il ministro dell'Interno Fathi Bashagha che ha mobilitato, già dal pomeriggio di ieri, tutte le forze militari e di polizia sotto il controllo dell'esecutivo. Mentre dalla LNA il generale e portavoce di Haftar, Ahmed Al-Mismari, ha annunciato l'intenzione di "liberare la madrepatria dal terrorismo", aggiungendo poi che "non vogliamo Tripoli per il potere o per i soldi, vogliamo Tripoli per la salvezza, per la dignità e il prestigio di uno stato forte".

Antonio Guterres ha incontrato questa mattina, in una Tripoli in pieno allarme, il premier Serraj, per "sostenere un processo politico guidato dalla Libia che porti alla pace, alla stabilità, alla democrazia e alla prosperità per il suo popolo", aveva annunciato ieri su Twitter. Mentre in mattinata, prima dell'incontro, si è detto "profondamente preoccupato per l'azione militare che si svolge in Libia e il rischio di uno scontro. Non esiste una soluzione militare. Solo il dialogo intra-libico può risolvere i problemi. Chiedo calma e moderazione".

La situazione in Libia e lo scontro tra Serraj e Haftar

La Libia continua a vivere una situazione di grande instabilità politica. Dal 2011, anno in cui fu ucciso il presidente Muammar Gheddafi, lo Stato africano è profondamente diviso. Il Governo guidato dal primo ministro Fayez Serraj sembra molto debole e non può contare su un vero e proprio esercito, mentre le milizie guidate dal generale Haftar continuano a conquistare territori. L'Unione europea non ha mai preso una posizione chiara sulla questione libica e il summit organizzato a Palermo a novembre dal presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, per puntare a una stabilizzazione della Libia, si è concluso con un nulla di fatto.