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Libia: le forze di Gheddafi si ritirano da Misurata?

Se la notizia dovesse essere confermata si aprirebbero nuovi scenari nella geografia del potere libico. Misurata era stata messa a ferro e fuoco dal regime di Gheddafi, provocando centinaia di morti in due mesi.
A cura di Biagio Chiariello
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I raid della Nato hanno colpito un'area che potrebbe essere quella del bunker di Muammar Gheddafi a Tripoli. Il portavoce del governo Mussa Ibrahim ha detto che tre persone sono state uccise dalla "esplosione molto potente" in un parcheggio nei pressi del compound del leader libico a Bab al-Aziziyah. I reporter della Reuters hanno riferito che la zona era circondata da mura e protetta da torri di guardia e soldati. Sul terreno sono distinguibili due grandi buche (vedi foto sotto), quasi certamente causate dalle bombe della Nato, che avrebbero perforato il terreno e il cemento armato di quello che sembra essere un rifugio blindato sotterraneo.

L'attacco è arrivato poche ore dopo che il vice ministro degli esteri Khaled Kaim ha comunicato che all'esercito libico è stato dato un "ultimatum" per fermare la ribellione a Misurata, l'ultima grande città nelle mani dei ribelli nella parte occidentale della Libia, sotto i bombardamenti da ormai due mesi. "C'è stato un ultimatum per l'esercito libico: se non può risolvere il problema a Misurata, allora la gente delle vicine città di Zliten, Tarhuna, Bani Walid e Tawargha entrerà in città e parlerà ai ribelli", ha detto Kaim "La situazione a Misurata sarà allentata e ad occuparsene con le buone o le cattive saranno le tribù e la gente della città e non più l'esercito libico".

Dichiarazioni che potrebbero preannunciare un effettivo ritiro delle truppe di Gheddafi e che vanno di pari passo con quelle di un soldato del governo libico ferito e catturato dalle forze ribelli a Misurata: "Ci è stato detto di ritirarsi. Ci è stato detto di ritirarsi ieri," ha detto ieri Khaled Dorman, mentre si trovava nel retro di un camioncino insieme ad altri 12 soldati feriti dell'esercito del Colonnello portati in ospedale per le cure del caso.

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"La tattica dell'esercito è avere una soluzione chirurgica, ma con gli attacchi aerei degli occidentali non funziona" ha aggiunto il vice ministro degli Esteri. Sicuramente il merito della liberazione quasi ormai completa di Misurata è anche dell'intensificazione dei raid Nato su Tripoli che hanno costretto le forze di Gheddafi ad allentare la presa sulla città, cuore dei combattimenti, permettendo dunque ai ribelli e alle tribù locali di gestirla in modo autonomo.

Kaim ha poi accusato Washington di "nuovi crimini contro l'umanità", dopo che il presidente americano Barack Obama ha autorizzato l'utilizzo degli aerei senza pilota. I ribelli, impantanati nel loro tentativo di estromettere Gheddafi, hanno accolto la decisione Usa di schierare i droni Predator armati sopra la Libia. "Ci auguriamo che quest'iniziativa possa portare sollievo alle persone di Misurata", ha detto Mustafa Gheriani, portavoce dei ribelli.

Le milizie di Gheddafi hanno schiacciato Misurata per più di sei settimane, facendo 1,000 morti e 3.000 feriti, secondo gli attivisti dei diritti umani. Un funzionario dell'alleanza Nato  ha detto che i droni senza pilota e la loro precisione darebbero dare alle forze della coalizione più opzioni, soprattutto nella guerriglia urbana. "Con l'uso di droni sarà più facile colpire le forze di Gheddafi nelle affollate aree urbane. Un veicolo come il Predator può aiutarci a portare avanti la missione con precisione e cura," ha detto il funzionario Nato.

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