L'arrivo dell'estate preoccupa, non poco, gli esperti e i parlamentari inglesi che temono, con la riapertura dei confini e i viaggi dei connazionali all'estero, l'arrivo di una terza ondata della pandemia di Covid-19, proprio ora che la situazione sembra essere tornata sotto controllo grazie agli oltre tre mesi di lockdown, da dicembre a marzo, e all'efficiente campagna di vaccinazione. Basti pensare che nella settimana del 24 aprile secondo dati Ons, equivalente britannico dell'Istat, è stato registrato un solo contagio ogni mille abitanti circa, ai livelli minimi del luglio 2020 e venti volte meno rispetto al picco di gennaio. Sforzi che però potrebbero essere vanificati nei prossimi mesi. Secondo la roadmap del governo inglese con gli allentamenti delle restrizioni anti Covid, i viaggi internazionali per scopi di svago potrebbero riprendere dal 17 maggio, ma esperti e parlamentari frenano, chiedendo che venga messo in atto al più presto un sistema a semaforo, con i paesi suddivisi in fasce, verde, arancione e rossa, con regole diverse in merito a questioni come la quarantena dei viaggiatori di ritorno.

Domenica il ministro degli Esteri, Dominic Raab, ha detto intervenendo nella trasmissione della BBC di Andrew Marr che i dettagli del sistema del semaforo "arriveranno a breve". Ma il gruppo parlamentare che raccoglie tutti i partiti sul Coronavirus (APPG) ha pubblicato un rapporto in cui raccomanda di scoraggiare le vacanze all'estero alla luce delle preoccupazioni degli esperti sui viaggi internazionali. "Il governo del Regno Unito dovrebbe scoraggiare tutti i viaggi internazionali di piacere per impedire l'importazione di nuove varianti nel Regno Unito, al fine di ridurre il rischio di una terza ondata e ulteriori blocchi", si legge nel rapporto. Philippa Whitford, deputata dell'SNP e vicepresidente del gruppo, come riferisce il quotidiano The Guardian, ha dichiarato: "Secondo la nostra inchiesta interpartitica, i ministri devono agire in base a queste raccomandazioni e imparare dagli errori commessi l'anno scorso, quando la prematura riapertura dei viaggi internazionali ha contribuito a una seconda ondata. Con la minaccia di importare nuove e pericolose varianti di Covid, non dobbiamo buttare via i recenti progressi conquistati con fatica e realizzati attraverso i sacrifici e gli sforzi di tutti".

Ma il governo guidato da Boris Johnson si difende. Un portavoce ha dichiarato: "Abbiamo già introdotto solidi controlli alle frontiere per fermare le varianti del Coronavirus e rafforzato le nostre difese contro le nuove mutazioni. Ma comprendiamo anche che le persone potrebbero aver bisogno di viaggiare all'estero per tutti i tipi di motivi. Possiamo consentirlo solo se viene fatto in sicurezza, motivo per cui la task force per i viaggi globali ha prodotto il sistema a semaforo che ci consentirà di gestire il rischio dei casi importati variando le restrizioni a seconda del rischio che si corre viaggiando da una posizione specifica".