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Opinioni

L’ambasciatore Usa Jack Martell a Fanpage.it: “Putin ha ucciso Navalny, noi sosterremo ancora Kiev”

Una conversazione con l’ambasciatore americano in Italia in occasione del concerto organizzato in sostegno all’Ucraina, a due anni dall’invasione: “Abbiamo degradato le capacità militari della Russia, continueremo a sostenere l’Ucraina”.
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L’occasione è quella del concerto Raising voices for Ukraine, organizzato dall’ambasciata americana in Italia, a sostegno della resistenza ucraina, in occasione dei due anni dall’inizio dell’invasione russa. Incontriamo l’ambasciatore Usa Jack Martell, a margine dell’evento, in cui si sono alternati jazzisti e cori gospel afroamericani, strumenti tradizionali ucraini come la bandura e voci storiche a stelle e strisce come quella di Amii Stewart. E seppur nelle brevi battute che abbiamo scambiato, Martell ha ribadito il sostegno americano a Kiev, la linea della durezza con la Russia, che si è resa responsabile dell’omicidio di Alexey Navalny, ma anche il sostegno di Washington a Israele, contemperato dall’invito a cercare una soluzione che dia a entrambi i popoli, israeliani e palestinesi, uno stato sovrano indipendente.

Ambasciatore, cominciamo da Alexey Navalny: sua moglie afferma che il marito è stato ucciso da Putin. Il presidente Biden ha detto che ci saranno delle conseguenze. Cosa ci aspettiamo?  Che questo omicidio possa portare ad un’escalation del conflitto contro la Russia?

Il presidente Biden è stato molto chiaro sul fatto che Vladimir Putin è responsabile della tragica morte di Alexei Navalny. Gli Stati Uniti, insieme ad un’enorme coalizione, hanno imposto le sanzioni più severe che un’economia sviluppata abbia mai dovuto affrontare. Allo stesso tempo, grazie al sostegno militare che hanno offerto all’Ucraina e all’eroismo del popolo ucraino, hanno degradato le capacità militari della Russia.

Bene, allora parliamo dell'Ucraina. Sono passati due anni dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, e alcuni dicono che l’Occidente è stanco di aiutare anche Kiev e gli Stati Uniti. Cosa è vero e cosa non lo è, riguarda questa affermazione?

Il presidente Biden è stato chiaro, è stato chiaro che quel sostegno deve continuare. Continuiamo tutti a stare dalla parte dell’Ucraina. Sono passati due anni dall’invasione brutale e ingiustificata dell’Ucraina da parte della Russia, e sono passati dieci anni da quando la Russia ha invaso la Crimea e dalla rivoluzione della dignità dell’Ucraina. Ebbene, in questo momento sappiamo certamente che il popolo ucraino è eroico. Hanno combattuto con tanta passione e fin dall’inizio c’è stata una significativa coalizione di sostegno. Non vedo perché debba smettere di esserci, questo sostegno.

C’è un'altra guerra nel mondo, però, quella in Medio Oriente tra Israele e Hamas. Cosa pensa di ciò che sta accadendo lì? Chiedendo a Israele di cessare il fuoco, vuol dire aiutare Hamas? Oppure è l’unica opzione per evitare una catastrofe umanitaria?

È necessario che gli aiuti umanitari continuino. Gli ostaggi devono essere liberati. I civili devono essere protetti. Israele ha il diritto di difendersi. Ma noi dobbiamo continuare a lavorare verso la soluzione dei due Stati.

Ultima domanda: quest'anno è l'anno delle elezioni presidenziali americane, ma anche delle elezioni europee, previste per il prossimo giugno. È preoccupato per una possibile ascesa dei partiti politici di estrema destra?

Questo sarà un anno molto interessante per le elezioni negli Stati Uniti, in Europa e altrove. Seguiremo queste elezioni con grande interesse. Di certo, il rapporto tra gli Stati Uniti e l’Italia continuerà ad essere forte perché abbiamo una solida base di sostegno ai valori condivisi tra i nostri paesi e tra la nostra gente.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro. 15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019)
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