Rasmiya Awad, 65 anni, sorella di Abu Bakr al Baghdadi, il leader dello Stato Islamico che si è fatto esplodere prima di essere catturato dagli americani in un raid del 27 ottobre, è stata arrestata dalle forze di sicurezza turche. La donna è stata fermata ad Azaz, una città nel nord-ovest della Siria controllata dai ribelli filo-turchi. Le autorità turche sostengono che la cattura della sorella del califfo fornirà "notizie di Intelligence di grande valore" sull’Isis. L’arresto confermerebbe inoltre che il Nord-Ovest della Siria era stato scelto dal capo dello Stato islamico come base per ricostituire il gruppo.

Non sono molte le informazioni sulla sorella maggiore di al-Baghdadi: il leader dell'Isis aveva cinque fratelli e avariate sorelle, anche se non è chiaro se siano tutti ancora vivi, scrive il New York Times. Awad è stata trovata in una roulotte, dove viveva insieme a suo marito, sua nuora e cinque figli. Dopo la cattura è stata interrogata perché sospettata di aver avuto un ruolo nelle attività terroristiche di Daesh. E adesso si cerca di capire quante informazioni possegga la donna e quanto tempo abbia trascorso con il defunto leader dello Stato Islamico.

"Non credo che possa essere al corrente di piani di attacco imminenti, ma potrebbe conoscere le rotte del contrabbando. Potrebbe conoscere le reti di cui al-Baghdadi si fidava, le persone a lui più vicine, le reti in Iraq che l'hanno aiutata nei suoi spostamenti e in quelli della sua famiglia", ha dichiarato alla Bbc World News Mike Pregent, un esperto di antiterrorismo dell'Hudson Institute. Rasmiya Awad "dovrebbe essere in grado di fornire ai servizi segreti americani e a quelli alleati uno schema delle reti dell'Isis, di come hanno spostato i membri della famiglia, di come hanno viaggiato e di chi si fidavano".

L’arresto della sorella al-Baghdadi punta però anche a dimostrare che Ankara è impegnata nella lotta all’Isis, nonostante in un primo momento, fino all’inizio del 2015, abbia appoggiato tutti i gruppi ribelli anti-Assad e lasciato che «volontari» jihadisti provenienti dal Nord Africa e dall’Europa raggiungessero la Siria attraverso il suo territorio.