La Svizzera vota no al salario minimo da 3.300 euro

A cura di A. P.
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Nel referendum nazionale gli svizzeri hanno votato in larga maggioranza contro la misura proposta dai sindacati.
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La Svizzera ha detto no al super salario minimo da 3.300 euro per tutti i dipendenti. Secondo le prime proiezioni effettuate appena dopo la chiusura dei seggi alle ore 12, infatti, al referendum per l'introduzione del salario minimo avrebbe stravinto il No. I risultati definitivi saranno disponibili più tardi, ma secondo le proiezioni nazionali dell'istituto gfs.bern diffuse dalla radio svizzera, la proposta avanzata dai sindacati elvetici sarebbe stata respinta dal 77% degli svizzeri, mentre solo il 23% avrebbe votato a favore. Sempre secondo le proiezioni nazionali, il No avrebbe addirittura superato l'82% nel cantone di Glarona ed il 74% a Zurigo, mentre a Ginevra, dopo lo spoglio del 90% delle schede, il No al salario minimo ha raggiunto il 66,2%.

La proposta sottoposta a referendum prevedeva per tutti i lavoratori un salario minimo di 22 franchi (18 euro) all'ora, che al mese fanno uno stipendio minimo pari a circa 3.300 euro. Una retribuzione minima più che doppia rispetto agli altri Paesi europei come ad esempio la Germania dove è pari a 8,50 euro all'ora. Contro la proposta dei sindacati si erano schierati tutte le organizzazioni degli imprenditori e molti politici preoccupati dalle ripercussioni sull'economia svizzera. Gli imprenditori elvetici avevano spiegato che un salario minimo così alto avrebbe bloccato le assunzioni di giovani e la crescita. I sostenitori del sì, il sindacato Sgb, Verdi e socialisti, affermavano invece che era necessario perché il costo della vita in Svizzera è altissimo, con un lavoratore su dieci che fatica a pagare l'affitto.

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