La storia del naufrago trovato vivo in Africa dopo 14 giorni alla deriva nel Mediterraneo senza cellulare

Un miracolo: difficile definire in un altro modo la disavventura – per fortunata a lieto fine – che ha visto protagonista in Spagna un uomo di 69 anni, salpato da Gandía (vicino Valencia) il 15 gennaio con l'intenzione di raggiungere Guadarmar del Segura (Alicante) e sopravvissuto per 14 giorni alla deriva nel Mar Mediterraneo.
Ebbene, proprio quando le speranze di trovarlo ancora vivo erano ridotte al lumicino l'anziano è stato individuato in acque algerine: a trovarlo un aereo Frontex, dopo che il naufrago era stato avvistato dalla nave mercantile Thor Confidence, battente bandiera di Singapore, che stava attraversando il Mediterraneo diretta negli Stati Uniti.
L'uomo navigava ormai praticamente alla deriva a 83 chilometri a nord-ovest della città algerina di Béjaïa: sia la piccola imbarcazione che il suo unico membro dell'equipaggio sono stati trovati "in buone condizioni" nonostante il lungo viaggio attraverso condizioni meteo a tratti molto difficili. Il naufrago è stato quindi soccorso a seguito di un'operazione coordinata con il COVAM (Centro di Azione Marittima e Sorveglianza) della Marina spagnola e nella giornata di oggi probabilmente potrà tornare a casa.
Eppure le speranze di localizzare l'uomo erano andate perdute il 24 gennaio quando, dopo nove giorni di intense ricerche, i soccorritori si erano arresi: di lui infatti non era stata trovata alcuna traccia sulla costa valenciana, circostanza che aveva fatto pensare a un affondamento della sua piccola imbarcazione, lunga appena 9 metri. L'uomo, salpato da Gandía il 15 gennaio, aveva anche avvisato il 112 di aver perso il motore, di essere alla deriva e, nonostante avesse una scialuppa di salvataggio e dei razzi di segnalazione, di avere a malapena la batteria del suo cellulare e pochi viveri a bordo.