La Norvegia vuole creare autostrade per le biciclette: investito un miliardo di euro

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Meno auto, più bici; uguale, meno combustibili fossili ed un ambiente più sano. E’ un obiettivo molto audace quello del governo di Oslo che ha deciso di investire 840 milioni di euro per una rete di strade dedicate ai ciclisti: così il Paese dei fiordi punta a diventare la prima nazione a emissioni zero entro il 2050.

 8 miliardi di corone (quasi un miliardo di euro) per creare un sistema viario ciclabile intorno alle sue 9 città principali. E’ il piano della Norvegia per diventare "carbon neutral" entro metà del secolo. L’idea del governo di Oslo è quella infatti Il di ridurre al minimo la propria impronta di carbonio per mezzo di una rete formata da dieci autostrade ciclabili che circondano le città, per un costo stimato di 923 milioni di dollari (circa 840 milioni di euro). L’obiettivo principale è quello legato all’impatto ambientale, ma si cercherà ovviamente di garantire la massima sicurezza ai pendolari su due ruote, ma anche consentir loro di farlo nel modo più rapido possibile. L'idea di base è costruire autostrade ciclabili con piste a doppia corsia, che permetteranno ai ciclisti di viaggiare fino a 40 chilometri l’ora. In questo modo chi va a lavorare dovrebbe essere incentivato a farlo sempre con la bici. L’obiettivo è eliminare quante più automobili dalle strade, ma viaggiare comunque a velocità importanti. Le città coinvolte nel piano e collegate dalle nuove autostrade ciclabili saranno Oslo, Bergen, Trondheim, Nord-Jæren, Nedre Glomma, Drammen, Grenland,  Kristiansand Tromsø.

E col freddo della Norvegia come si fa ad andare in bici?

Gli scettici però fanno notare che in un Paese nordico come la Norvegia, dove un giorno sì e l’altro pure, in il piano è destinato a fallire. "La ricetta è semplice: basta curare bene le strade e il gioco è fatto – spiega Timo Perala, organizzatore del Congresso per il ciclismo invernale -. Il numero di ciclisti che appende la bici al chiodo nella brutta stagione a Oulu, per esempio, è minimo anche se nevica 100 giorni l'anno e la temperatura scende spesso a meno 20″. E chi lo fa, adduce l'abbandono alla “mancata manutenzione e la scarsa sicurezza di alcuni tratti". Va pure detto che la Norvegia non ha esattamente una cultura ciclistica, almeno se si guarda ai dati riferiti al 2010 che indicano un ritardo rispetto ai cugini scandinavi. In Danimarca, il 17 per cento di tutti i viaggi a livello nazionale si è svolto in bicicletta, mentre in Svezia la quota è stata del 12 per cento. In Norvegia la percentuale era del 4% nel 2010 ed è salita al 5 nel 2014. Il governo norvegese punta però ad aumentare questa quota di spostamenti tra il 10 e il 20 per cento entro il 2030.

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